Solo nebbia nel futuro di Termini

Nei giorni del dolore per la tragedia dell’operaio, ex Fiat e senza lavoro da due anni, che ha freddato la moglie e ferito la figlia, prima di spararsi alla tempia, la situazione del polo siciliano è sempre più stazionaria. Ed in questo caso lo stallo può solo significare la crisi dell’indotto, mentre la Fiat pare che comincerà la smobilitazione già da settembre. I sindacati lamentano l’assenza del governo nazionale, minacciando proteste clamorose. Intanto Raffaele Lombardo, nei giorni scorsi, ha criticato la scelta dei tavoli preparatori, richiedendo, invece, la sostanza di una risoluzione in tempi brevi. Con questo spirito il governatore ha risposto all’invito del governo di presentarsi oggi a Roma per fare il punto della situazione. Al momento delle poche imprese rimaste nella short-list dell’advisor Invitalia del ministero dello Sviluppo economico, nessuna sembra garantire stabilità per il futuro dell’area. Il problema dello stabilimento Fiat di Termini Imerese è stato sottoposto, con determinazione e in tutta la sua gravità, all’attenzione del governo sin dall’inizio della vertenza. L’attacco alla timida azione di governo sul caso Termini giunge da Giuseppe Lumia, senatore del Pd. Abbiamo presentato interrogazioni e mozioni in Parlamento, – ha continuato il senatore – raccogliendo le ragioni degli operai e dei sindacati, partecipando a tutti gli incontri presso il ministero dello Sviluppo economico, promuovendo iniziative per richiamare le responsabilità di tutti. Il governo Berlusconi, purtroppo, non ha mai fatto nulla di quanto era nelle sue possibilità per scongiurare la chiusura dello stabilimento. Secondo l’esponente nazionale democratico il governo avrebbe dovuto vincolare l’erogazione degli ecoincentivi al mantenimento dello stabilimento siciliano. In realtà la Fiat sta tranquillamente andando via, la data ufficiale sarebbe per la fine del 2011, ma non è detto che non possa anche anticipare. Il futuro è nebuloso, perché dopo mesi di annunci di rilanci in grande stile, la situazione sta rapidamente collassando. L’ultimo incontro presso il ministero ha gettato ulteriori nubi sul futuro occupazionale dell’area. Una situazione esasperante di incertezza, da cui si deve uscire al più presto. L’allarme è stato lanciato dal coordinatore provinciale dell’Ugl Metalmeccanici di Palermo, Marcello Marino, in seguito all’incontro di fine luglio presso il ministero dello Sviluppo. Dopo mesi di annunci e di continui rinvii – ha spiegato il sindacalista – adesso, a pochi mesi dalla data in cui Fiat lascerà lo stabilimento, ci viene comunicato che non è garantita la rioccupazione di tutti i lavoratori del sito e dell’indotto, perché il numero di ricollocamenti previsto è notevolmente inferiore rispetto a quanto prospettato inizialmente. Oggi il governo, insieme all’advisor Invitalia, ha invitato la Regione Siciliana per fare il punto sui progetti in istruttoria per agevolare le aziende presenti nella short list per Termini Imerese. L’incontro, informa una nota, è propedeutico alla riunione del tavolo istituzionale, che si terrà nella prima metà di settembre alla presenza del ministro, per la presentazione dei risultati delle istruttorie e per definire la tempistica degli insediamenti. Lombardo, però, ha risposto picche, dicendosi non più disponibile a tollerare questo continuo gioco al rinvio sulle sorti dello stabilimento siciliano.

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