Padre Raimondo Abbandoni sarà trasferito. La comunità si mobilita: deve restare

Un’intera comunità in subbuglio per l’addio di un prete. A Termini Imerese, come fece Cefalù un paio di mesi fa, è pronta la mobilitazione per impedire che Don Raimondo Abbandoni, 36 anni e da 12 alla guida della Chiesa SS. Salvatore, dal 12 ottobre venga trasferito nella parrocchia di Casteldaccia. Una decisione, quella presa dal vescovo di Palermo, Paolo Romeo e comunicata ai fedeli dallo stesso Abbandoni nel corso dell’ultima Messa, che ha gettato nello sgomento un’intera comunità e che ha spinto il sindaco della cittadina del Palermitano, Salvatore Burrafato, a scrivere di proprio pugno una lettera all’alto prelato.

IL TRASFERIMENTO – «Eccellenza, è con molto rammarico che, insieme all’intera comunità di Termini Imerese, abbiamo appreso la notizia del trasferimento di don Raimondo Abbandoni nella cittadina di Casteldaccia», scrive Burrafato, ricordando che Termini «ha assistito nell’ultimo anno ad una progressiva escalation di perdite non solo economiche». Il primo cittadino parla ad esempio della chiusura dello stabilimento Fiat alla fine del 2011 «con penose conseguenze sul futuro delle ex tute blu, degli operai dell’indotto e delle nuove generazioni che tentano di entrare nel mondo del lavoro»; del fallimento della soap «Agrodolce» «con un ulteriore perdita di posti di lavoro»; della chiusura dello sportello locale dell’Inail «con conseguente disagio per tutti i lavoratori e le imprese»; e ancora, dell’eliminazione dell’Osservatorio contro la dispersione scolastica, questo «nonostante il tasso di dispersione a Termini Imerese sia molto elevato».

APPELLO AL CARDINALE ROMEO – Effetti devastanti di una crisi che, secondo Burrafato, ha determinato «un profondo disagio soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione». In un contesto di questo tipo, l’operato di don Abbandoni «ogni giorno senza mai risparmiarsi a stretto contatto con la gente», è stato «un punto di riferimento per tutti, dai più piccoli agli anziani, ma in particolare per tutti quelli nei confronti dei quali le Istituzioni riescono a fare, purtroppo, ben poco». Nei 12 anni di sacerdozio a Termini, ricorda Burrafato, «abbiamo fatto riferimento a don Raimondo per aiutare soprattutto i nuovi poveri ad affrontare le emergenze quotidiane e a ridefinire il loro percorso di vita». «Alla luce di tutte queste considerazioni e a nome dei parrocchiani della Chiesa SS.Salvatore e di tutti i cittadini di Termini Imerese», Burrafato chiede al cardinale Romeo «con umiltà e profondo rispetto per le sue scelte di riconsiderare l’eventuale permanenza di don Raimondo Abbandoni presso l’attuale parrocchia, al fine di evitare un ulteriore disagio ad una comunità che, oggi più di prima, ha bisogno di sicuri punti di riferimento, come i sacerdoti già presenti da tempo nel territorio, mentre il futuro economico e sociale della comunità termitana appare molto incerto».

I FEDELI SI MOBILITANO – Anche i fedeli sono pronti a farsi sentire. «Speriamo che il tuo trasferimento venga revocato perchè ancora la Parrocchia ha bisogno di te, che sei una persona decisa, forte e determinata. In caso contrario sarai nelle nostre preghiere e comunque ti saremo vicini», scrive una signora sulla pagina facebook di Don Abbandoni, mentre c’è chi propone di scrivere una lettera a Romeo, firmata dall’intera cittadinanza, «per esprimere un elogio a questo giovane parroco che tanto ha fatto per la nostra comunità».

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