Mozione UDC Asili Nido

Il Sindaco e gli Assessori di Termini Imerese novelli Robin Hood (alcontrario!!), tolgono ai poveri per dare ai ricchi. Lo affermano i Consiglieri dell’UDC, Francesco GIUNTA e Pietro D’AMICO, che hanno presentato la seguente mozione:

PREMESSO CHE: le rette attualmente poste a carico delle Famiglie per la frequenza dei bambini all’asilo nido comunale sono quelle stabilite con deliberazione n.268 del 14.9.2006; le rette in questione sono parametrate al reddito delle rispettive Famiglie, con particolare attenzione per quelle a reddito basso; in particolare, le Famiglie con reddito complessivo annuo da Euro ZERO ad Euro 5.164,57 sono esentate dal pagamento; con la deliberazione della Giunta Comunale n.88 del 21.04.2010 si è stabilito di adeguare le rette, nel presupposto che le misure fissate risulterebbero esose per gli utenti causando una notevole carenza di iscrizioni ed una graduale, continua defezione da parte delle famiglie che usufruiscono del servizio; tale adeguamento è consistito nella riduzione degli importi della retta mensile, in misura crescente (sic!) con il crescere del reddito: LE FAMIGLIE CON REDDITO ANNUO SUPERIORE AD EURO 50.000,00 NON PAGHERANNO PIU’ EURO 268,56 BENSI’ EURO 150,00, con un bonus di Euro 118,56 (!!!); di contro, LE FAMIGLIE CON REDDITO ZERO, CHE PRIMA ERANO ESENTI, ORA PAGHERANNO EURO 15,00 (!!!) RILEVATO CHE: la missione dell’Ente Locale, contrariamente a quanto pensano il Sindaco e gli Assessori, non è quella di fare cassa, in particolare sulle spalle dei più bisognosi, ma di garantire, soprattutto ai più bisognosi, la fruizione dei servizi; uno dei servizi importanti, per il sostegno delle Famiglie più bisognose, è certamente l’Asilo Nido; appare incomprensibile la riduzione delle tariffe in atto vigenti per le Famiglie ricche o benestanti; è certamente INGIUSTO caricare costi, in qualsiasi misura, sulle Famiglie povere e che vivono in miseria INVITANO IL SINDACO E LA GIUNTA a revocare la deliberazione n.88 del 21.04.2010 o comunque a modificarla, facendo salve le legittime aspettative delle Famiglie, con particolare riguardo a quelle più bisognose di attenzione e di sostegno.

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