Randagismo: gli animalisti: “Diffidiamo il sindaco di Termini che affama i cani”

“Una strage di cani è avvenuta poco più di un mese fa con veri e propri topicidi e lumachicidi  ed il sindaco Burrafato, invece di indagare per risalire ai colpevoli e assicurali alla giustizia, prendendo nello stesso tempo i dovuti accorgimenti per tutelare gli altri randagi come gli impone la legge, decide di far guerra proprio a loro, vietando di sfamare i cani randagi”.

Così, il coordinatore Nazionale del Partito animalista europeo, Enrico Rizzi, che rende noto di aver presentato una formale diffida contro il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, affinchè “sia ritirata immediatamente l’ordinanza del 22 ottobre scorso, del tutto illegale, che vieta di sfamare i cani randagi con multe fino a 500 euro.

“Il sindaco dovrebbe sapere infatti – afferma Rizzi – che la fauna è patrimonio indispensabile dello Stato ed i randagi sono tutelati dalla legge 281/91 e chiunque, come recita l’art. 2 può avere in gestione gli animali che vivono in libertà, assicurandone la cura, la salute e le condizioni di sopravvivenza”.

Secondo il coordinatore del Pae il comportamento del primo cittadino dimostra “la sua totale inciviltà ed arretratezza culturale” e conferma “il totale fallimento delle istituzioni che non sanno risolvere nel modo corretto il triste fenomeno del randagismo ricorrendo sempre alle maniere più crudeli e vigliacche. Burrafato si rende conto che un cane randagio affamato se si unisce ad altri randagi affamati può mettere a serio rischio l’incolumità pubblica dei cittadini?, chiede Rizzi.

Il responsabile del partito animalista sottolinea ancora che “è grave che il sindaco di Termini Imerese non sia a conoscenza della sentenza 883/1997 del Consiglio di Stato che ha annullato l’ordinanza del primo cittadino di Gallirate ritenuta illegittima, ricordando che nessuna norma di legge, né statale né regionale, fa divieto di alimentare i randagi nel loro ‘habitat’, cioè nei luoghi pubblici o privati in cui trovano rifugio”.

“Se l’ordinanza non verrà ritirata e il sindaco Burrufato non risponderà alla mia diffida, verrà immediatamente denunciato all’autorità giudiziaria” anmmonisce Rizzi che consglia infine al primo cittadino termitano “di consultarsi con i suoi colleghi di Campobasso,Monte Procida,Vico Equense e Brindisi che di recente si sono visti sospendere le loro ordinanze anti-randagi, obbligando i propri concittadini alle inutili spese processuali”.

”Il diniego del Sindaco – dichiara Giuseppe Purpi – mi ha indotto a denunciare subito la vicenda ribaltata  velocemente anche grazie ai social network. Un provvedimento – ha aggiunto Purpi – che non risolve niente e derivato solo dal fatto che una persona fornisce del  mangiare ai cani creando a quanto pare disagio“.  A Termini Imerese,  quello che occorre è mettere subito a norma il canile municipale e procedere celermente alle sterilizzazioni

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