No al cantante neomelodico per una festa rionale, ma lui rivendica una carriera dedicata alla canzone napoletana e ai sentimenti

Ha fatto scalpore la dichiarazione apparsa sui social del sindaco di Termini Imerese Terranova circa il diniego ad autorizzare il concerto di un noto cantante neomelodico per delle dichiarazioni pubbliche dello stesso rilaasciate a media nazionali qualche tempo fa. Di seguito la dichiarazione del Sindaco:

Ho deciso di non autorizzare i festeggiamenti in onore di San Daniele, perché tra gli artisti proposti dagli organizzatori figura un cantante che, in interviste televisive, si è vantato di essersi esibito a feste private alla presenza di noti esponenti della Cupola e di avere un rapporto di vicinanza con i Casamonica.

Nella intervista ha dichiarato:
«Quando andavo a cantare a Palermo andavo su questi terrazzi, feste private lì c’era tutta la Cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta… tutti li trovavi, quando arrivavo io e cantavo… quelli impazzivano».

E ancora, parlando del suo rapporto con i Casamonica:
«Io poi li tratto con il cuore perché mi pagano, mi coccolano, un rapporto di grande affettuosità, di stima…Non ti dico quando mi chiamano: devi mangiare, devi cantare, ti pagano prima… Io ho avuto bracciali, orologi… Loro li guadagnano e loro li spendono, e noi siamo gli artisti di queste persone…».

Non esprimo giudizi sulla persona.
Il cantante è libero di definirsi “artista di queste persone”, così come io sono libera di non concedere il patrocinio della Città che rappresento.
NOI NON SIAMO la Sicilia di Inzerillo, Bontade e Buscetta.
NOI NON SIAMO la Sicilia della Cupola.
NOI SIAMO la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia.
È questa la Sicilia nella quale mi riconosco.
Ed è questa la Sicilia e la Termini che voglio rappresentare.
Questa decisione non è contro la festa di San Daniele che potrà essere riproposta con un programma diverso.
La politica ha bisogno di persone capaci di distinguere ciò che intendono rappresentare da ciò a cui non vogliono essere associate.
Altrimenti non avrebbe senso commemorare Falcone e Borsellino e poi rinunciare, nelle scelte di ogni giorno, a difendere i valori per i quali hanno sacrificato la loro vita.
La legalità, per essere credibile, deve avere il coraggio delle scelte.
Scelte che io non temo di compiere – concluda il sindaco Terranova.

Da parte sua il cantante neomelodico dichiara a una testata partenopea: «Canto dall’età di quindici anni, quando iniziai con l’orchestra Rai di Gianni Desideri. Oggi ho settantadue anni ed una vita intera dedicata alla canzone napoletana». Mauro Nardi interviene con una nota dopo la decisione della sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, di fermare il concerto, in programma il 17 ottobre, a causa della presenza del cantante.

L’artista respinge con fermezza ogni accostamento tra la propria attività musicale e l’esaltazione della criminalità, sottolineando di non aver mai avuto problemi con la giustizia né legami con ambienti illegali.

«Non ho mai avuto problemi con la giustizia né legami con il mondo dell’illegalità. Per questo respingo con fermezza l’accostamento della mia persona e della mia musica a qualsiasi forma di esaltazione della malavita. Anzi ho sempre cantato solo l’amore ed i sentimenti», afferma Nardi.

Al centro della polemica ci sono alcune dichiarazioni rilasciate dall’artista in interviste televisive circa dieci anni fa, nelle quali aveva raccontato di essersi esibito a feste private alla presenza di esponenti della mafia e di aver avuto rapporti di vicinanza con i Casamonica. Parole che hanno suscitato contestazioni e che, secondo il cantante, sarebbero state riprese senza restituire il contesto originario.

«L’intervista in questione risale a circa dieci anni fa, quando rientravo dall’America. È grave che quelle parole vengano strumentalizzate senza restituire il senso di ciò che volevo esprimere: l’amore per la musica napoletana attraversa ogni tipo di ambiente e raggiunge persone diversissime», sostiene.

Nardi chiarisce anche il significato che attribuisce ai riferimenti ai Casamonica. «Per quanto era a mia conoscenza allora, mi riferivo a una famiglia incontrata attraverso il mio lavoro, come tante altre. Non intendevo esprimere alcuna approvazione per condotte criminali».

Il cantante ribadisce la propria condanna della criminalità organizzata e della violenza. «Comprendo che alcune espressioni di quell’intervista possano aver suscitato sconcerto: chiarisco senza ambiguità che io ho sempre condannato la mafia, la camorra e ogni forma di criminalità e violenza», dichiara, precisando di aver parlato esclusivamente della propria esperienza professionale.

Nella nota, l’artista richiama anche il proprio impegno personale nelle iniziative dedicate alla memoria delle vittime della criminalità. «Nella mia famiglia ci sono autorevoli rappresentanti delle forze dell’ordine e per anni, insieme al generale dei Carabinieri Carmelo Palazzo e al comandante Giuliani, ho organizzato le celebrazioni in memoria di Salvo D’Acquisto, sostenendone personalmente le spese. Anche questo fa parte della mia storia e merita di essere sempre ricordato».

Da qui l’appello diretto alla prima cittadina di Termini Imerese. «Alla sindaca Maria Terranova chiedo di incontrarci e conoscerci, prima che un’intera vita venga giudicata attraverso poche frasi. Condivido il rispetto per le vittime della mafia e per chi ha sacrificato la propria vita per combatterla. Vorrei trasformare questa polemica in un’occasione di dialogo e in un inno alla legalità».

Nardi rivendica infine il repertorio costruito in decenni di carriera. «Il mio repertorio comprende oltre 240 brani napoletani: canto l’amore, i sentimenti, la vita e la socialità. Non ho mai cantato per inneggiare alla malavita. La mia musica appartiene a chi la ama; nessun ambiente criminale può appropriarsi della mia identità artistica».

Il cantante conclude annunciando che i suoi legali, Angelo e Sergio Pisani, tuteleranno la sua reputazione e i suoi diritti nelle sedi competenti, nel rispetto delle istituzioni e con l’obiettivo dichiarato di fare chiarezza sulla vicenda.

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