Fiat: 5.000 licenziamenti, da 12 a 8 modelli. Indiscrezioni gettano nel caos i lavoratori. A Termini sciopero di un’ora.

Indiscrezioni su alcuni dettagli del piano Fiat 2011-2014, che l’ad Sergio Marchionne presenterà il 21 aprile in consiglio d’amministrazione, hanno scatenato un immediato sciopero di un’ora, dalle 17 alle 18 di oggi, da parte degli operai dello stabilimento Termini Imerese. Quasi cinquemila dipendenti in meno, riduzione di un quarto del numero dei modelli (da 12 a 8), con la produzione italiana che crescerà fino a 900mila vetture, chiusura dello stabilimento termitano. Sarebbero questi i punti focali del nuovo piano strategico 2010-2014, secondo le indiscrezioni anticipate oggi da La Repubblica, che hanno causato allarmi tra i lavoratori del Lingotto.

«E’ un piano che non conosco, stiamo ancora lavorando. Quelle dei giornali sono speculazioni, qualsiasi cosa dicessi sarebbe incompleta» Così l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne ha risposto ai giornalisti sulle indiscrezioni relative al piano strategico che sarà presentato il 21 aprile. «Lasciateci finire – ha detto Marchionne – è un lavoraccio. Siamo una grande azienda, e meno male, abbiamo attività in tutte le parti del mondo».

«Al momento il Gruppo è impegnato nella preparazione del Piano Strategico per il 2010-2014 e qualsiasi anticipazione giornalistica è assolutamente prematura e priva di ogni fondamento». Lo ha affermato in una nota la casa torinese.

Il, ha definito

Un piano «inaccettabile», secondo il segretario nazionale della Fiom, Gianni Rinaldini, mentre Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, segretari nazionali di Cgil e Cisl, invocano un immediato incontro con il governo e con Fiat. Un piano che «mette in ginocchio Termini Imerese e crea un danno per l’economia dell’intero Paese», è il parere si Roberto Mastrosimone, responsabile territoriale della Fiom di Termini Imerese. Chiarezza vuole il sindaco di Termini, Salvatore Burrafato.

Intanto l’ad si difende: «non abbiamo licenziato nessuno. Cercare di picchiare la Fiat in questo momento è la cosa più sproporzionata che si sia visto. È quasi vergognoso. Si sta cercando di strumentalizzare il discorso sull’occupazione in Italia. Questo è il momento sbagliato per parlarne. Ci hanno accusato di tantissime cose, ma la realtà è che non abbiamo mai licenziato nessuno, abbiamo cercato di mantenere l’equilibrio sociale negli scorsi 24 mesi. Stiamo gestendo un momento difficile nei migliori dei modi, abbiamo protetto l’aspetto operativo al massimo con sacrifici enormi. Non voglio medaglie, ma quello che è stato fatto è stato fatto. Ricordatevi dove era la Fiat nel 2004». «Come ha detto il ministro Scajola – ha aggiunto il manager italo canadese – siamo in contatto, collaboriamo. Tutto quello che possiamo fare per Termini Imerese lo faremo».

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