Vertenza Blutec, vertice al Mise – Cisl e Fim “quadro sconfortante” – FIOM CGIL in stato di agitazione permanente

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse
13-11-2014 Roma
Politica
Incontro tra Sindacati e Ministero dello Sviluppo Economico per AST di Terni
Nella foto alcuni operai aspettano sotto al Ministero dello Sviluppo Economico

Photo Fabio Cimaglia / LaPresse
13-11-2014
Politic 
Meeting between Unions and the Ministry of Economic Development for Terni's AST
In the photo some workers waiting under the Ministry of Economic DevelopmentFoto Fabio Cimaglia / LaPresse 13-11-2014 Roma Politica Incontro tra Sindacati e Ministero dello Sviluppo Economico per AST di Terni Nella foto alcuni operai aspettano sotto al Ministero dello Sviluppo Economico Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 13-11-2014 Politic Meeting between Unions and the Ministry of Economic Development for Terni's AST In the photo some workers waiting under the Ministry of Economic Development

“Siamo preoccupati, dall’incontro di oggi appare chiaro un quadro sconfortante dello stato dell’azienda Blutec, dove peraltro il progetto di Termini Imerese è la parte più a rischio”. Ad affermarlo al termine del vertice al Mise sul futuro del piano industriale di Blutec per lo stabilimento di Termini Imerese, sono Ludovico Guercio segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani e Antonio Nobile segretario provinciale Fim Cisl. “Resta tutto nell’incertezza, il commissario straordinario di Blutec ci ha fatto sapere che si attende il pronunciamento del Tribunale di Torino, se dovesse decidere che la gestione commissariale deve andare avanti, entro 6 mesi l’Azienda dovrà presentare il piano aziendale per tutti i siti industriali, come prevede il codice antimafia che regola il sequestro. Siamo preoccupati, i tempi sono lunghi e i lavoratori potrebbero restare in attesa di conoscere il proprio futuro, con l’incertezza sulla copertura degli ammortizzatori sociali”.
“Incerta c’è anche la realizzazione a Termini del prototipo del doblò per Fca, per il quale, a causa di problemi tecnici, servirebbero ulteriori investimenti. Per adesso l’azienda ha fatto fronte alle emergenze in un clima di difficoltà finanziarie notevoli, ci chiediamo come possa garantire gli operai di Termini e investire sul sito per far ripartire la produzione, su questo punto non abbiamo ottenuto risposta”. Durante l’incontro un centinaio di lavoratori, partiti da Termini Imerese in pullman insieme ai sindaci del comprensorio termitano, hanno protestato davanti la sede del Ministero per chiedere “dove sono finiti i 16 milioni della reindustrializzazione di Termini”. Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani conclude, “non si può attendere l’esito della vicenda giudiziaria per avere risposte sul futuro dei lavoratori, il governo nazionale deve impegnarsi a trovare nel frattempo altre soluzioni industriali. Gli operai di Termini e oggi lo hanno ribadito a Roma, vogliono lavoro non vivere di ammortizzatori o di assistenza, si faccia di tutto per garantirli e per dare una speranza anche all’indotto”.

“Si è appena concluso l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Blutec, il primo con la partecipazione di delegazioni da tutti gli stabilimenti del gruppo di Piemonte, Abruzzo, Basilicata e Termini Imerese. L’incontro si è tenuto anche a seguito della manifestazione dei lavoratori di Termini Imerese che oggi sono arrivati in presidio al Ministero dello Sviluppo economico.
La vicenda giudiziaria ha messo fuorigioco i vertici dell’azienda, in attesa del pronunciamento del Tribunale del Riesame sul dissequestro.
All’incontro di oggi ha partecipato il commissario giudiziale che ha presentato una situazione di difficoltà pesante ma l’impegno è per la continuità produttiva degli stabilimenti.
Per la Fiom è necessario che si proceda a fare chiarezza sulla situazione finanziaria e debitoria del gruppo e sulle prospettive industriali ed occupazionali, a partire dal mantenimento delle commesse per tutti gli stabilimenti che garantiscano l’occupazione.
E’ indispensabile che il Governo dia seguito alle dichiarazioni fatte sul coinvolgimento diretto di Fca, per le commesse in corso negli stabilimenti di Atessa e Tito e per Termini Imerese con la produzione del Doblò elettrico e del Ducato ibrido.
Per realizzare il piano industriale e occupazionale servono le risorse finanziarie, la Fiom ritiene imprescindibile il ruolo attivo di Invitalia.
La Fiom è in stato di agitazione permanente in tutti gli impianti. Sono circa 2mila le persone coinvolte e oggi il prezzo più alto lo stanno pagando i lavorati di Termini Imerese, che sono circa 700 Blutec (ex Fiat) e 300 dell’indotto. I lavoratori del gruppo hanno già subito decurtazioni delle retribuzioni, stop produttivi, incertezza sulle prospettive nonostante la Fiom abbia fatto presente nel corso di questi anni le inadempienze della proprietà che non ha investito nel lavoro ma in giochi finanziari.
E’ chiaro che la vertenza Blutec è una vertenza nazionale su cui oltre a Governo e Regioni è indispensabile il ruolo di FCA per garantire un percorso di messa in sicurezza. Il Governo ha comunque assicurato il tavolo permanente sulla vertenza. Per la Fiom deve essere trovata una soluzione per tutti i lavoratori con cui terremo assemblee negli stabilimenti per informare e decidere le iniziative”.
Lo dichiara in una nota Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive.

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