Un modulo composto da 3 righe e una X poteva far arrivare quasi un centinaio di migliaia di euro a Termini Imerese

Quando 3 giorni fa cominciò a girare la notizia che il Comune di Termini non aveva richiesto il finanziamento dei centri estivi 2020 e contrasto alla povertà educativa, i giustizialisti avevano gridato subito alla vergogna, mentre i buonisti avevano subito cercato una scusa valida: forse era necessario essere a posto con i bilanci, e noi non lo siamo, oppure forse era necessario un cofinanziamento, e non siamo nelle condizioni, o forse l’offerta, che come sempre in questi casi, necessitava di centinaia di carte bollate e relazioni magari in pieno covid non era possibile evaderla.

La nostra redazione non si è fermata però ne al giudizio dei giustizialisti ne a quello dei buonisti e abbiamo cominciato a parlare con i consiglieri comunali poi con qualche impegato poi col dirigente competente: Poche risposte a volte nessuna.
La consigliera comunale Terranova oggi ha protocollato e pubblicato una interrogazione sul perchè abbiamo perso questo finanziamento e noi abbiamo trovato su internet in modo davvero troppo semplice anche la scheda di richiesta che era stata inviata e poi reiterata agli uffici comunali dall’anci (associazione nazionale comuni italiani) e dall’assessorato regionale famiglia.
Come avete potuto leggere, se avete cliccato sul link, l’anci divulgava l’iniziativa il 5 giugno e la scadenza era 10 giugno quindi in piena fase rilancio 13 giorni fa.

La scheda, allegata ad una “lettera di accompagnamento” che spiegava di cosa si trattava, e che riportiamo sotto, andava rispedita indicando il nome del Comune, il codice fiscale del Comune e il Codice Tesoreria del Comune e per concludere una X se si volevano ricevere questi fondi oppure no.

Questi i fatti. Attendiamo di conoscere la risposta ll’interrogazione posta dalla consigliera comunale.

scheda

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