Sole24ore: Reddito di cittadinanza, la fase 2 non decolla

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Doveva essere un ponte verso il lavoro, ma tra i percettori del reddito di cittadinanza da nord a sud sono pochi gli occupabili. Emerge con chiarezza dal nostro viaggio da Milano a Palermo per raccontare l’avvio della cosiddetta fase due della misura, gestita dall Anpal e dalle regioni, con il ricorso massiccio ai navigator e ai centri per l impiego pubblici. Sebbene siano stati avviati, in molti casi, i colloqui per la ricerca dell’impiego previsti dalla legge, gli occupabili sono poco formati e difficilmente appetibili per le imprese. Un viaggio da Nord a Sud per capire cosa non sta funzionando.
Maurizio Del Conte, ex numero uno dell’Anpal, attuale presidente di Afol metropolitana, l’ agenzia per la formazione, l’orientamento ed il lavoro partecipata dalla città metropolitana di Milano e da 67 comuni dell’hinterland, riferisce di “una platea non ancora pronta ad essere spendibile, la stragrande maggioranza con un basso titolo di studio”. 15mila i percettori in Veneto – ci ha raccontato il direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone confermando che la richiesta delle aziende non potrà essere elevatissima. “I percettori provengono da professioni di livello basso, basse qualifiche, nei settori dell’edilizia, nel commercio e della logistica dove c’è un turn over continuo. Potranno dunque essere impiegati solo temporaneamente”. Anche spostando l’ottica sui navigator, i tutor dei percettori, l’analisi è la stessa. “Tempi ancora lunghi – ha raccontato Loredana Fossacieca, centro per l’impiego di Cinecittà, dottore commercialista – “molti necessitano di un periodo di formazione. Altri saranno segnalati ai servizi sociali perché non impiegabili”.
Una scarsa specializzazione dei percettori che preoccupa anche le aziende in Campania. Il presidente dell’Unione Industriali di Napoli Vito Grassi sottolinea che “l’offerta è di profili professionali di base con troppo poca specializzazione, che in un contesto di recessione non incontrano grande spazio di mercato”. Stessa considerazione fatta a Palermo dal direttore del Centro per l impiego Santi Trovato. “Arrivano – ci racconta – percettori con una scolarizzazione troppo bassa, il 60/70% con un obbligo scolastico non completato”.

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