Facendo seguito alla nota prot. n. 99.26/A del 21 giugno 2026, con la quale erano già state rappresentate le gravi criticità organizzative e il progressivo deterioramento del clima lavorativo presso la Casa Circondariale “Antonino Burrafato” di Termini Imerese, ritiene doveroso segnalare come, anziché registrarsi un’inversione di tendenza, la situazione abbia conosciuto un ulteriore e preoccupante aggravamento.
Le continue segnalazioni provenienti dal personale descrivono ormai una realtà operativa divenuta estremamente critica, nella quale la cronica carenza di organico si traduce quotidianamente in una gestione emergenziale dei servizi, nell’accorpamento di numerose postazioni operative e nell’imposizione di turnazioni sempre più gravose, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza dell’Istituto, sulla salute degli operatori e sulla qualità complessiva del servizio.
Emblematica, sotto tale profilo, risulta la gestione dei servizi effettuati nella giornata del 24 giugno 2026, nel corso della quale numerosi appartenenti al Corpo hanno prestato servizio con articolazioni orarie difficilmente conciliabili con i principi di tutela del lavoratore e con una razionale organizzazione del lavoro.
In particolare, alcuni operatori hanno effettuato servizio dalle ore 7:50 alle ore 20:00, per poi essere nuovamente impiegati nel turno notturno dalle ore 00:00 alle ore 08:00, mentre altri, dopo aver completato il turno 7:50-16:00, sono stati richiamati alle ore 20:00, permanendo in servizio sino alle ore 08:00 del mattino successivo.
Pur nella consapevolezza delle gravissime carenze di organico che interessano l’intero Corpo di Polizia Penitenziaria, appare sempre più difficile chiedere ulteriori sacrifici ad un personale che da anni garantisce il funzionamento dell’Istituto esclusivamente grazie ad un encomiabile spirito di servizio.
L’USPP denuncia da tempo come la C.C. di Termini Imerese abbia progressivamente perduto, nel giro di pochi anni, circa quaranta unità appartenenti al ruolo Agenti/Assistenti, senza che tale emorragia sia stata compensata da adeguate assegnazioni.
Da ultimo, nelle recenti movimentazioni nazionali, risultano assegnati all’Istituto soltanto tre uomini ed una donna, personale che, peraltro, prenderà servizio soltanto nel prossimo mese di settembre, circostanza evidentemente insufficiente a colmare il grave deficit di organico ormai consolidatosi. In tale contesto continuano a registrarsi accorpamenti di posti di servizio, continui sacrifici richiesti al personale e condizioni operative sempre più difficili, che inevitabilmente incidono sul benessere psicofisico degli operatori e sulla qualità del servizio reso, peraltro in un ambiente detentivo caratterizzato da rilevanti criticità sotto il profilo dell’osservanza delle regole intramurarie.
Ciò che desta particolare amarezza è che tali condizioni, ampiamente note e documentate, sembrano non trovare alcuna concreta considerazione ogniqualvolta l’Amministrazione procede alla valutazione del personale mediante i rapporti informativi di fine anno ovvero nell’ambito dei procedimenti disciplinari, quasi che il contesto eccezionale nel quale quotidianamente operano gli appartenenti al Corpo sia del tutto irrilevante ai fini della valutazione della loro condotta e del loro rendimento.
Parimenti merita un approfondimento quanto rappresentato in ordine all’impiego del personale dell’Ufficio Matricola.
È principio condivisibile che, nelle situazioni di particolare criticità operativa, tutto il personale dell’Istituto sia chiamato a concorrere al superamento dell’emergenza, ivi compreso il personale con incarichi di coordinamento.
Proprio per tale ragione suscita perplessità quanto verificatosi durante l’emergenza del 24 giugno 2026, allorquando, a fronte della necessità di trattenere in servizio un Ispettore per circa dodici ore consecutive al fine di garantire la continuità operativa, il Coordinatore dell’Ufficio avrebbe concluso regolarmente il proprio turno senza concorrere alla gestione della situazione emergenziale.
Circostanza che, ove confermata, rischia di alimentare nel personale il convincimento che i sacrifici non siano equamente distribuiti tra tutte le articolazioni dell’Istituto.
Non meno significativa appare la chiusura dell’Ufficio Segreteria in coincidenza con la fruizione delle ferie da parte del personale del comparto Funzioni Centrali, con il conseguente rischio che anche istanze ritenute urgenti, come le proroghe delle assegnazioni temporanee, vitali per il funzionamento dell’Istituto, restino giacenti per diversi giorni prima di essere inoltrate.
Questa Organizzazione sindacale è pienamente consapevole che le gravissime carenze di personale costituiscono una criticità di carattere nazionale; nondimeno, appare difficilmente confutabile che le condizioni attualmente registrate presso l’Istituto di Termini Imerese e quelli di altri penitenziari della regione Sicilia presentino profili di eccezionale gravità. Proprio tale consapevolezza impone che le residue risorse disponibili vengano impiegate secondo criteri improntati alla massima equità, trasparenza e condivisione dei sacrifici, evitando situazioni suscettibili di compromettere ulteriormente il clima organizzativo.
Alla luce di quanto sopra, la scrivente rinnova la richiesta di un urgente confronto sindacale, già formulata con la citata nota prot. n. 99.26/A, affinché possano essere individuate, nell’ambito delle competenze della Direzione, tutte le possibili soluzioni organizzative idonee ad attenuare le gravissime criticità attualmente esistenti e a ricondurre la gestione del personale entro criteri di maggiore equilibrio, uniformità e tutela della dignità professionale degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.
In assenza di un concreto cambio di rotta, l’USPP non potrà che intensificare ogni legittima iniziativa sindacale e istituzionale finalizzata a denunciare una gestione del personale che, per modalità di impiego e gravosità dei carichi di lavoro imposti, appare sempre più distante dai principi di tutela della dignità dei lavoratori e di corretta organizzazione del servizio.
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