Pensionati, “cresce il disagio, i comuni devono destinare maggiori risorse alle politiche sociali”

anziano

“I nostri pensionati sostengono da sempre le famiglie: al governo nazionale, alle istituzioni locali, chiediamo di non considerarli più invisibili e di rispondere con misure adeguate alle esigenze di tanti, partendo dalla legge sulla non autosufficienza, la rivalutazione delle pensioni, e sul territorio da politiche sociali e sanitarie che consentano a tutti di curarsi e di avere l’adeguata assistenza”. Rosaria Aquilone, segretaria generale della Fnp Cisl Palermo Trapani ha aperto cosi i lavori del consiglio generale del sindacato dei Pensionati della Cisl che si è svolto al convento dei Frati minori di Baida.
Durante i lavori è stata eletta la segreteria provinciale Fnp Cisl Palermo Trapani che oltre Rosaria Aquilone segretaria generale sarà composta dal palermitano Salvatore Badami e dal trapanese Salvatore Grassa. Secondo i dati Istat cresce la povertà fra i nostri pensionati. A Palermo i pensionati sono 285.161, nella soglia di povertà con una pensione fino a 250 euro sono quasi in 6.400, sale molto il dato fra 250 e 500 euro ben 42.236, ancora di più fra 500 e 750 (52.516). A Trapani sono in tutto105.806, di cui quasi 3mila vivono con una pensione minima con importi bassissimi, attorno ai 249 euro; fra 250 e 500 sono molti di più ben 13.102 e sale il numero se si guarda ai pensionati con un importo che va da 500 a 750 euro (23.563).
Secondo la segretaria dei Pensionati della Cisl, cresce il disagio sociale per il quale è necessario dare risposte adeguate, sia in termini di politiche sociali sia con l’azione del volontariato. “Chiederemo ai comuni di mettere a disposizione delle associazioni di volontariato le strutture abbandonate nei vari centri e quartieri periferici, per portare avanti progetti e attività sociali sull’invecchiamento attivo, che migliorerebbero l’esistenza di tanti anziani e delle loro famiglie”.
Per la segretaria generale Fnp Cisl Palermo Trapani, “in questi momenti di forte difficoltà è necessario unire le forze, per questo anche i nostri responsabili zonali Cisl delle sedi che si trovano in tutti i quartieri di Palermo e Trapani e nei comuni delle province, svolgeranno sempre di più il ruolo di sentinelle, ascoltando le esigenze dei cittadini, interloquendo con le istituzioni locali per supportarle nell’individuazione degli obiettivi strategici per l’utilizzo delle risorse, se pur poche, che sono a disposizione per le politiche sociali”.
Ma bisogna partire anche da una sanità migliore “più diffusa sul territorio e rispondente alle esigenze di tante famiglie che vivono in zone più periferiche”. Per Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani, “appoggiamo tutte le battaglie portate avanti a livello nazionale e locale dei nostri Pensionati che da sempre si impegnano per migliorare la condizione dei nostri anziani e per contrastare il crescente disagio sociale delle famiglie.
Bisogna agire concretamente sul fronte delle politiche sociali e con una seria programmazione dei fondi che purtroppo sono ancora esigui”. Il segretario generale Fnp Cisl Sicilia Alfio Giulio ha rilanciato l’appello “per una legge quadro nazionale per la non autosufficienza per la quale stiamo raccogliendo le firme n tutta la regione. Nei giorni scorsi è stato inoltre avviato il tavolo regionale all’assessorato regionale alla Sanità, perché è fondamentale che le istituzioni pensino a un servizio sparso in tutto il territorio che venga incontro alle esigenze dei cittadini, soprattutto le fasce deboli e nelle zone più periferiche. Ci auguriamo si possa giungere a un protocollo regionale che abbia questi obiettivi”.
A concludere il componente del comitato di reggenza Fnp Cisl nazionale Mimmo Di Matteo “il governo nazionale deve ascoltarci, noi torneremo in piazza il prossimo 17 dicembre a Roma, per ribadire ancora di più i punti principali della nostra piattaforma nazionale per migliorare la vita dei pensionati con la rivalutazione degli importi pensionistici fin troppo rinviata, la revisione delle aliquote fiscali quindi con una seria riforma del fisco sia locale che nazionale, la flessibilità in uscita a 62 anni, la separazione fra previdenza e assistenza, il riconoscimento del lavoro di cura anche a livello previdenziale. Il governo ascolti il nostro grido di allarme, i pensionati sono stanchi di essere considerati invisibili”.

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