Lo scetticismo degli operai: “Il progetto Grifa non sta in piedi”

Scetticismo in tutti gli operai dell’indotto, inclusi i 725 di Fiat e Magneti Marelli ricompresi nell’accordo che considerano una soluzione non accettabile. Il piano prevede l’assemblaggio a Termini Imerese di semilavorati provenienti da altre aree italiane. “Le macchine prodotte qui – si chiedono gli operai – quanto verrebbero a costare? Sicuramente troppo”. Per gli ex lavoratori Fiat il progetto rischia di non essere competitivo e risolversi “in un’altra presa in giro”. Tutti si rivolgono alla Regione che “non può restare a guardare senza intervenire in nessun modo. La Regione si sieda al tavolo delle trattative, proponga progetti concreti, trovi i fondi necessari a ripartire”. L’accordo di ieri è solo un passo in avanti ma la strada da percorrere è ancora lunga. Adesso partiranno le lettere di licenziamento da parte di Fiat ed entro 75 giorni Grifa dovrá subentrare nel ramo d’azienda.Sette giorni dopo il licenziamento formale ci saranno una serie di incontri, prima tra Fiat e sindacati, dopo tra Grifa e sindacati e infine tutti gli attori coinvolti siederanno al tavolo delle trattative al Ministero dello Sviluppo economico. Grifa aveva inizialmente manifestato l’intenzione di assumere soltanto 470 operai. Durante la trattativa è stato strappato l’impegno per 725 persone ovvero tutti gli ex fiat e Magneti Marelli. Il nuovo piano industriale prevede di arrivare alla produzione di 35 mila auto. Presente all’assemblea di stamane anche Mimmo Milazzo, segretario provinciale Cisl Palermo-Trapani: “E’ ora che la Regione siciliana si svegli – tuona – non è possibile che in questa vicenda stia figurando come grande assente. La Regione deve intervenire in modo consistente per salvare l’ex Fiat e ridare sviluppo ad un territorio che rischia di morire”.

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