La “temporanea collocazione” di una lapide civica sul monumento dedicato alla Madonna Addolorata nell’aprile 2016

lapide

In questo periodo in cui sui social si parla tanto di bellezza e di opportunità, vogliamo riportare l’attenzione dei nostri lettori su una lapide che fu affissa nel 2016 dall’amministrazione Burrafato sul cippo marmoreo del ‘900 dedicato alla Madonna Addolorata al Cimitero comunale.
Vi riportiamo di seguito le lettere dell’arciprete di allora don Francesco Anfuso e a seguire la risposta dell’allora sindaco Burrafato che vi anticipiamo dichiarava essere “temporanea collocazione” nell’aprile 2016.

26 aprile 2016
Ill.mo Sindaco di Termini Imerese
Alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo
E per conoscenza all’Ufficio Beni Culturali Arcidiocesi di Palermo

Alto e profondo mi viene partecipato il disagio, in quanto presbitero al servizio della comunità ecclesiale di Termini Imerese, per quanto si è verificato nel nostro camposanto.
Alla base del monumento dedicato alla Madonna Addolorata, posto al centro del viale principale del cimitero, è stata collocata una lapide in memoria dei partigiani e degli internati.
L’iniziativa, che si presume dettata dall’intendimento di perpetuare il ricordo di chi ha contribuito a restituire la libertà al Paese, fa sorgere notevoli perplessità sulla opportunità di usare, come punto di appoggio, la base dell’antico monumento dedicato a Maria SS.Addolorata, testimonianza della pietà e della religiosità dei cittadini di Termini Imerese.
L’immagine, di valore altamente religioso, che esprime il dolore di una madre, della Vergine Maria dinanzi al Figlio suo Gesù in croce, è per tutti e nessuno può appropriarsene.
La storia annovera tanti episodi in cui qualcuno si è appropriato di simboli religiosi per esaltare il proprio idolo. Ricordo per tutti come nel II secolo a. C. fu posta, dal re Antioco IV Epifane, al centro del tempio di Gerusalemme la statua di Giove, “spegnendo” così la luce dell’Altissimo che illuminava il popolo di Dio, e come il popolo ebraico, guidato dai fratelli Maccabei, ha dovuto lottare per riaccenderla.
Pur nella consapevolezza che la struttura cimiteriale è di competenza comunale, ho ragione di ritenere che i segni della fede che vi si contengono sono patrimonio culturale e morale della Chiesa locale e, come tali, sotto la sua custodia e sorveglianza.
Pertanto, non appare opportuno che una iscrizione di natura “civile” sia apposta su un monumento di carattere “religioso”.
Ci si chiede, infine, se l’iniziativa dell’Ente da lei rappresentato abbia conseguito il nulla osta della competente Soprintendenza ai BB.CC.AA..
Valga la presente quale spunto di riflessione, anche al fine di individuare una soluzione che garantisca il ricordo dei benemeriti della Patria con il rispetto dovuto ai monumenti religiosi, in specie quelli più antichi.
Il Parroco Francesco Anfuso

28 aprile 2016
Al Parroco della Parrocchia San Nicola di Bari – Termini Imerese
e, p.c. Soprintendenza ai BB.CC.AA. – Palermo
Ufficio Beni Culturali – Arcidiocesi di Palermo
Associazione Nazionale Partigiani Italiani – Sezione di Termini Imerese

Faccio seguito alle perplessità rappresentate nella vostra nota del 25.04.2016 per comunicare che il giusto ricordo dei benemeriti della Patria non può e non vuole ingenerare frontismi sull’opportunità o meno dell’utilizzo del retro della statua dedicata alla Madonna Addolorata. E soprattutto tale apposizione è da considerarsi assolutamente transitoria e non vuole essere in alcun modo uno spregio alla comunità ecclesiale di Termini Imerese. Pertanto mi permetto di ringraziarLa per le considerazioni che mi consentono di rendere ogni opportuno chiarimento al riguardo.
Come è noto, il cimitero di Termini Imerese, è in attesa – da qui a breve – dell’avvio dei lavori di ampliamento in seno ai quali certamente potrà essere prefigurata una definitiva collocazione della lapide che, in occasione della 71º Festa nazionale della Liberazione del 25 aprile, vuol ricordare a futura memoria il sacrificio dei termitani combattenti per la libertà contro il nazifascismo.Lapide marmorea che è stata collocata, in via transitoria, (certi del principio della facile rimozione atteso che l’apposizione è stata effettuata con quattro viti) nel retro del monumento da Ella indicato, che è costituita da una superficie di marmo priva di qualsivoglia rappresentazione grafica ed indicante esclusivamente i nomi e i cognomi dei nostri concittadini.
Senza voler ingenerare ulteriori valutazioni al riguardo mi permetto di rilevare che la lapide è stata benedetta da un rappresentante della comunità ecclesiale che, con appropriate citazioni dei testi sacri della Chiesa, ha reso evidente a tutti i presenti – ove ce ne fosse bisogno – la chiara relazione tra la lapide collocata, se pur in via provvisoria, e il significato religioso della parte anteriore del monumento marmoreo che rappresenta la “pietas” della Madonna verso i defunti, ossia quella stessa “misericordia” che non fa distinzioni di razza, ceto, casta e credo politico come più volte ribadito da Papa Francesco.
Preme sottolineare che nessuno dei presenti ha manifestato perplessità o disagio né si è dichiarato affranto per questa, ribadiamo, temporanea collocazione, che è stata proposta alla scrivente Amministrazione dai rappresentanti locali dell’A.N.P.I., cui la presente è parimenti diretta per opportuna conoscenza.
In ragione di quanto da Ella rappresentato, si conviene sul fatto che la collocazione definitiva della lapide possa essere, in comunione d’intenti, concordata con l’autorità ecclesiastica cittadina e con i rappresentanti dell’A.N.P.I., al fine di essere posta in un luogo adeguato a manifestare il sentire dell’Amministrazione comunale nei confronti dei concittadini che con il sacrifico della vita hanno contribuito ad affermare i valori della libertà e della democrazia
Nell’esprimere i segni di viva stima e rispetto, si rimane in attesa di concordare con la SV quanto sopra illustrato.
Cordialmente
Il Sindaco Salvatore Burrafato

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