Coronavirus. Intervista a Fabrizio Russo: “Bonus 600 euro una mancetta”

russo

di Mario Catalano

<>, questo il grido di allarme di Bed-and-Breakfast.it, che ha raccolto le richieste di aiuto dei suoi associati. In particolare, trentanove associazioni territoriali del settore extralberghiero, nei giorni scorsi, hanno sottoscritto una lettera, indirizzata al ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, e alla vice ministra Lorenza Bonaccorsi, per chiedere un aiuto concreto, altrimenti: <>.

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Lunedì, Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, ha scritto in un tweet che: <>.

Del settore alberghiero fa parte Fabrizio Russo che, insieme alla moglie Maria Gambino, gestisce l’agriturismo Terre di Himera a Termini Imerese, a pochi passi dallo splendido e affascinante sito archeologico di Himera. La struttura, è un antica casa di campagna che conserva ancora le caratteristiche delle case contadine siciliane offrendo servizi da hotel a quattro stelle. La trattoria propone piatti tipici della tradizione siciliana, con prodotti bio e olio di oliva della cultivar Biancolilla. Con Fabrizio abbiamo parlato di emergenza coronavirus, partite Iva, Unione europea e settore turistico.

1- Cosa ne pensi della lettera indirizzata a Dario Franceschini e Lorenza Bonaccorsi?

Occorrono misure urgenti per piccole e medie imprese. L’idea potrebbe essere quella di erogare un prestito pari al 30% del fatturato dell’anno precedente da restituire negli anni.

2- Come stai affrontando questo periodo?

Sto a casa, faccio piccoli lavori di campagna e leggo, ma comincia a diventare dura.

3- Cosa ne pensi del bonus per le partite Iva?

Insufficiente, una “mancetta”. Se non si correrà subito ai ripari, con interventi più solidi, sarà peggio di quanto ci aspettiamo. Un tracollo economico devastante. In fondo, ormai, tutti sono consapevoli che da una crisi può nascere una opportunità. Dunque utiliziamo questa tragedia per ricostruire il paese. Con una coscienza nuova. Non serve la gara a chi propone “mancette” ma un grande piano economico per dotare il nostro paese di infrastrutture fisiche e digitali, che possono rafforzare la nostra economia. Risollevare il Sud con politiche di riqualificazione dei territori, che siano finalizzate al rilancio.

4- L’ex Presidente della Commissione Europea, Jacques Delors, in un’intervista al quotidiano Le Figaro ha dichiarato che la “Poca solidarietà è un pericolo mortale per l’Unione europea”. Cosa ne pensi?

L’Europa è un nobile progetto dei padri fondatori ma è partita male e sta finendo peggio. Non si può avere una moneta senza uno stato sovrano. Prevalgono gli egoismi e le furbizie. Per quanto mi riguarda, se tutto resta così, meglio prenderne atto e fare altro.

5- Cosa ti aspetti in futuro da un punto di vista lavorativo?

Non sara semplice riprendere. Già era difficile prima, in un territorio come il nostro. Si dice che cambieranno molte cose. È così credo. Per esempio, la gente per un lungo periodo si porterà questo trauma in testa. Il 2020 non è un buon anno. Per quanto riguarda il turismo penso che si ripartirà nel 2021.

6- Quale sarà l’eredità del COVID-19?

La consapevolezza della fragilità dell’uomo. Abbiamo una tecnologia pazzesca ma un semplice virus ha messo in ginocchio il pianeta. La usiamo male, se fosse usata per i bisogni dell’uomo, forse tutto questo non sarebbe accaduto. Almeno non così. Quando penso a quello che sta accadendo, mi sembra di sognare, mi consolo pensando che solo così il mondo, gli uomini, hanno allentato la loro presa sulla natura. È la natura, l’ambiente, ne ha avuto giovamento. Venezia e le acque pulite dei suoi canali mi ha sorpreso ed emozionato. Ecco, il COVID-19 deve insegnarci che la natura va rispettata e tutelata. Noi siamo parte di essa, non i padroni assoluti.

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