Impianto termodinamico: Potrebbe essere verde la futura Termini Imerese

Un impianto innovativo che sfrutta l’energia solare in qualsiasi condizione climatica e anche di notte. Si tratta di una nuova tecnologia, a emissioni zero, che, grazie all’accumulo termico a sali fusi, è in grado di produrre energia elettrica e acqua calda o fredda per la climatizzazione degli ambienti. è questo il progetto su cui stanno lavorando Enea e Università di Palermo e che potrebbe rappresentare il futuro prossimo venturo per lo stabilimento di Termini Imerese. Una idea da prendere sul serio, sul quale i tecnici Enea credono davvero e che Invitalia, l’advisor che per conto del ministero sta vagliando le proposte interessate al rilevamento del sito, potrebbe prendere in considerazione. «Vogliamo trasformare un fallimento industriale in una opportunità per la Sicilia – ha spiegato Francesco Cappello, ricercatore Enea – con la costruzione di un nuovo impianto termodinamico, la Sicilia potrebbe diventare il fronte più avanzato nella ricerca su questo terreno. Ci sono progetti europei che guardano all’Africa attualmente monopolizzati dalla Germania. Noi crediamo che sviluppando know how e tecnologia, mettendo in rete diverse imprese, potremmo diventare protagonisti del futuro energetico italiano ma anche europeo». Un progetto che avrebbe oltrettutto ricadute occupazionali interessanti: «Con una potenza di 50 megawatt nei prossimi dieci anni – spiega Fabrizio Fabrizi dell’Enea – si potrebbero impiegare più di mille persone attirando investimenti e imprese. Si metterebbe in moto un sistema che fa fabbrica, attraverso tecnologia tutta italiana e che crea lavoro». «Noi siamo convinti che una grande crisi industriale ha bisogno di terapie non convenzionali» aggiunge il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burraffato che proprio ieri insieme alla Regione Sicilia ha illustrato un piano per il futuro di investimenti pubblici per 150 milioni di euro per migliorare la viabilità, la funzionalità e l’accessibilità da e per l’area industriale di Termini Imerese in vista dell’addio di Fiat (previsto per fine dicembre) e per il quale il sindaco vuole chiedere una «proroga dei termini». Venerdì era atteso un incontro, poi rimandato, in Regione per esaminare le proposte avanzate e che vanno dalla produzione di energia (Bio Gen Termini, pannelli solari) alla Grande distribuzione (Newcoop) dalle protesi mediche (Lima) fino al mondo della fiction (Med Studios). Oltre alle case produttrici di auto elettriche, Dr Motor (impegnata nelle auto elettriche) e la Cape di Massimo Cimino. Ultima in ordine di tempo e che ha già presentato la richiesta a Invitalia è quella della Ima Srl, dell’imprenditrice Antonia Bertolino che intende produrre bioetanolo dando lavoro a 70 persone in due anni.

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