Il Consiglio Comunale aperto sui precari del Comune di Termini non s’ha da fare… forse si!

promessi-sposi

I Consiglieri Comunali vogliono mettere a conoscenza della città tutta dello “strano caso” della convocazione del Consiglio Comunale straordinario aperto per discutere dei precari del Comune:
• In data 13 giugno u.s. viene assunta al protocollo generale la richiesta di “Consiglio Comunale Straordinario in seduta aperta per la trattazione della problematica dei lavoratori precari dell’ ente”.
• Il 13 giugno u.s. viene convocata per giorno 19 giugno u.s. alle ore 15.00 la Conferenza dei Capigruppo, con oggetto programmazione Consiglio Comunale, la stessa non raggiunge il numero legale; (nella chiacchierata confidenziale che segue, la stessa informa i presenti che sentito il Segretario Comunale, lo stesso ha riferito verbalmente che la richiesta non è conforme alle vigenti disposizioni regolamentari pertanto il presidente del Consiglio viene invitata dal consigliere Di Lisi a richiedere un parere scritto, proposta che viene valutata positivamente dalla stessa presidente).
• In data 21 giugno u.s. viene fatta istanza al Segretario Generale di parere motivato sulla regolarità tecnica della richiesta.
• Nella stessa giornata (21 Giugno u.s.) il Segretario Generale fa’ pervenire parere (negativo) che viene trasmesso puntualmente ai capigruppo seguito da una convocazione urgente di conferenza dei capigruppo per giorno 24 giugno u.s.
• In data 24 giugno u.s. la conferenza legittimamente riunita, dopo ampia discussione, delibera di convocare un Consiglio Comunale per giorno 3 Luglio p.v. alle ore 20.00 al fine di trovare una soluzione unanime in Consiglio.
• In data 26 giugno u.s. viene assunta al protocollo generale la richiesta del consigliere Di Lisi di Consiglio Comunale con contestuale diffida che riportiamo di seguito.

Avendo da poco ricevuto i verbali n. 11 e 12 della Conferenza dei Capigruppo e quindi, avendo avuto contezza ufficiale delle Sue determinazioni, mi preme specificare quanto segue.
In merito alla richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale straordinario da parte di almeno 1/5 dei Consiglieri Comunali, il Presidente del Consiglio ha l’obbligo di convocare tale seduta, con l’ordine del giorno specificato, entro i 20 gg dalla data di deposito della stessa.
Tale obbligo è espressamente previsto dal decreto legislativo n. 267/00, dalla L.R. 26 agosto 1992, n. 7. e successive modifiche, ed in ultimo dal Regolamento del Consiglio Comunale.
La giurisprudenza in materia si è da tempo espressa affermando che, in caso di richiesta di convocazione del consìglio da parte di un quinto dei consiglieri, al presidente del consiglio comunale spetta soltanto la verifica formale che la richiesta provenga dal prescritto numero di soggetti legittimati, mentre non può sindacarne l’oggetto!
Infatti, il costante indirizzo giurisprudenziale ha riconosciuto «il potere dei consiglieri di chiedere la convocazione del consiglio medesimo» come «diritto» definito dal legislatore.
In conclusione, la questione sulla sindacabilità dei motivi che determinano i consiglieri a chiedere la convocazione straordinaria dell’assemblea, si è orientata nel senso che al presidente del consiglio spetti solo la verifica formale del prescritto numero di consiglieri, non potendo comunque sindacarne l’oggetto.
Se la Conferenza dei capigruppo può essere consultata circa la pubblicità dell’adunanza, rimane saldo l’obbligo di convocazione del Consiglio Comunale, in capo al Presidente, entro i 20 gg. dalla richiesta, in quanto tale termine è indicato dal legislatore nazionale e regionale, oltre che recepito in sede comunale dal regolamento del C.C.
Inoltre il rinvio da Lei effettuato al Consiglio Comunale, ai sensi del richiamato art. 2 del regolamento del C.C. non trova applicazione nel caso di specie, in quanto nessuna eccezione è stata sollevata, per iscritto (come prevede il regolamento!!!), dai Consiglieri Comunali circa un contrasto interpretativo.
Dal verbale n.12 non si evince nessun contrasto interpretativo di norme regolamentari, bensì i consiglieri si sono espressi nel merito dell’opportunità della seduta aperta o meno.
La questione attiene soltanto alla valutazione dell’interesse generale dell’ordine del giorno proposto!
In ogni caso, si sarebbe potuto discutere soltanto sulla pubblicità della seduta e non anche sulla convocazione che è un obbligo in capo al Presidente.
Ritenendo che si appalesa una possibile violazione dei termini previsti dalla legge e dal regolamento, in merito alla convocazione del Consiglio Comunale, formulo la presente per diffidare il Presidente del Consiglio Comunale a convocare la seduta entro i 20 gg. dal deposito della richiesta datata 13 giugno 2019.
Il sottoscritto, si riserva successivamente di ampliare quanto sopra argomentato e di condurre ogni altra iniziativa a tutela delle prerogative spettanti ai consiglieri comunali.
Distinti saluti.
Termini Imerese, li 26.06.2019
Il consigliere comunale Salvatore Di Lisi

• In data 26 giugno u.s. il Presidente del Consiglio prende atto della nota del consigliere Di Lisi di diffida della stessa e convoca la conferenza dei capigruppo per il 28 giugno p.v. e invita i firmatari della richiesta di Consiglio Comunale straordinario a presentare relazione circa la richiesta di convocazione così come prescrive la legge.

(to be continued….)

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