I retroscena sul vertice Disney-Regione

Disney
“Le istituzioni siciliane hanno fatto scappare la Walt Disney”. Campeggia ancora in bella vista sulla bacheca Facebook del candidato sindaco di Termini Imerese per il M5s, Luigi Sunseri (sconfitto al primo turno e fuori dal ballottaggio), questa pesante accusa nei confronti della Pubblica amministrazione isolana. Secondo i pentastellati, la burocrazia siciliana avrebbe terrorizzato i dirigenti Disney, convinti ad abbandonare l’idea di realizzare in Sicilia un parco a tema dedicato ai personaggi della Marvel (marchio acquisito dalla Walt Disney Company nell’estate del 2009).
In un colpo solo sarebbero state messe in fuga una delle più grandi multinazionali del mondo e i supereroi più famosi del pianeta: un’impresa che farebbe invidia, tanto per restare in tema fumettistico, ai supercriminali della peggior specie. Battute a parte, la vicenda dell’incontro tra rappresentanti della Disney e funzionari della Regione negli ultimi giorni ha dato pane per i propri denti al mondo dell’informazione isolana, in un susseguirsi di ricostruzioni che hanno additato il segretario generale Patrizia Monterosso come principale responsabile dal mancato avvio di progetti del colosso statunitense sul territorio isolano.
In realtà la vicenda, come spesso accade, è un po’ più complessa. Cerchiamo di ricostruirla nel modo più dettagliato possibile.
Tutto è nato dalla lodevole iniziativa dell’imprenditore siciliano Angelo Massimo Cataldo, vice presidente Confcommercio di Federmoda Palermo, consulente – a titolo gratuito – per il coordinamento delle attività di internazionalizzazione del Comune di Palermo. “Nell’ambito delle mie attività professionali e relazionali – racconta – sono venuto a conoscenza dell’intenzione della Walt Disney Company, a seguito dell’acquisizione dei diritti della Marvel, di realizzare programmi di investimento in Europa nel settore dell’intrattenimento per famiglie. In quest’ottica, ho intravisto l’opportunità di veicolare questo investimento in Sicilia”.
L’idea è ambiziosa, anche perché l’obiettivo è puntare su Termini Imerese. “La città – spiega Cataldo – con la sua splendida costa, ha una naturale vocazione turistica. È collegata grazie alle principali infrastrutture con Palermo e Catania e inoltre, lì vi sono a disposizione i fondi stanziati per cofinanziare investimenti che riqualifichino l’area industriale ex Fiat”. “Ho preso contatti – continua – con Jay Visconti, vice presidente della Disney media +, sottoponendo la mia idea e spiegando le varie opportunità. Dopo avere riscontrato un interesse preliminare, era necessario approfondire tutti gli argomenti, acquisire in modo ufficiale la documentazione utile e quindi organizzare un incontro in Sicilia, per poi sottoporre il tutto ai vertici della società, che si trovano a Londra e negli Usa”. Del dialogo in corso sono stati così informati il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato e la Regione, che indica come interlocutore il segretario generale Patrizia Monterosso.
Ad ufficializzare il tutto, invece, è stata una lettera indirizzata da Visconti alla Monterosso, datata 11/02/2013, in cui si conferma la disponibilità per un incontro “conoscitivo ed esplorativo per eventuali collaborazioni con la Regione Sicilia”. E qui i nodi vengono al pettine, come conferma la ricostruzione di Cataldo: “Dal mio punto di vista – spiega – bisognava prepararsi al meglio per quest’incontro, che rappresentava un’occasione unica per la Sicilia, e per tale motivo ho inviato delle mail alla Regione consigliando di mettere in atto tutte le strategie possibili e allettanti per ‘convincere’ i dirigenti Disney a puntare su di noi. Ma il giorno dell’incontro, il primo marzo del 2013, le cose non sono andate come auspicavo”. “Dopo le presentazioni – ricorda il consulente del Comune di Palermo – la dottoressa Monterosso ha chiesto a Visconti quali fossero i progetti della Disney da offrire alla Sicilia, dimostrando di avere un po’ frainteso il senso di quell’incontro. A mio parere avrebbe dovuto essere la Regione a mettersi a disposizione per fornire tutte le informazioni e non viceversa: quando si ha la fortuna di dialogare con multinazionali di questa importanza, le autorità governative hanno il dovere di presentare tutte le risorse disponibili per agevolare gli investimenti. Esattamente come fatto dal Governo francese negli anni Ottanta con Disneyland Paris”. “Inoltre – aggiunge – dopo qualche minuto dall’inizio della riunione la dottoressa Monterosso è stata chiamata in un’altra stanza, lasciando il tavolo con i prestigiosi ospiti e così privando della necessaria autorevolezza istituzionale l’incontro. Dopo oltre un’ora di attesa, nella quale i presenti hanno cercato di gestire la situazione come meglio potevano, i rappresentanti della Disney hanno deciso di andare via. Visconti mi ha manifestato il suo disappunto per tale accoglienza, comunicandomi che, sulla base di queste premesse, avrebbe sospeso l’idea progettuale”.
Questo il suono della prima campana. Diversa, invece, la ricostruzione dell’altra protagonista della vicenda, il segretario generale della Regione, Patrizia Monterosso. “Quando sono stata contattata da Cataldo – afferma – e dopo aver ricevuto la nota ufficiale della Disney ho subito provveduto a convocare una riunione ufficiale, coinvolgendo anche rami d’amministrazione competenti e, poiché mi era stato riferito di un possibile interesse su Termini Imerese, il sindaco Burrafato. Tutto ciò poiché volevo favorire un’interlocuzione quanto più ampia possibile e tutti i chiarimenti necessari”. “Una volta seduti al tavolo – racconta il segretario generale della Regione – insieme ai rappresentanti dell’assessorato Economia e Attività produttive abbiamo fornito chiarimenti sull’Accordo di programma quadro, che ha in sé la liquidità finanziaria per gli investimenti insistenti su Termini Imerese, e sulla possibilità di accelerare le autorizzazioni per eventuali investimenti. Alla domanda specifica su quale tipo di progetto avessero in mente per il nostro territorio, mi è stato risposto che l’azienda voleva conoscere le agevolazioni presenti in Sicilia e le prospettive offerte dall’amministrazione. A quel punto ho anche chiesto se ci fosse l’intenzione di creare dei parchi a tema, ma mi è stato risposto che non c’erano i numeri per un’iniziativa di quel tipo”. “Ciò che è emerso nel corso della riunione – prosegue – regolarmente verbalizzata come accade in questi casi, è che si pensava più all’organizzazione di eventi annuali per favorire la diffusione del brand Disney. Abbiamo dato la nostra disponibilità per lavorare, anche a distanza, sulle proposte presentate e, correttamente, Visconti ci ha spiegato che avrebbe provveduto a riferire tutto ai vertici dell’azienda per capire in seguito come muoversi. Si è trattato di un incontro interlocutorio, tant’è che il privato non ha presentato alcun piano concreto o proposta operativa”. Patrizia Monterosso ribadisce a chiare lettere come nel corso della riunione, anche sfruttando la presenza dei rappresentanti dell’assessorato all’Economia e alle Attività produttive, sono state illustrate “le agevolazioni in corso potenzialmente appetibili in alcune zone della Sicilia e Termini era una di quelle. Ma se veramente ci fosse stato l’interesse a realizzare un parco tematico in Sicilia ce l’avrebbero comunicato”. Poi, chiarisce la sua posizione circa gli atteggiamenti che, stando alla ricostruzione di Cataldo, avrebbero fatto storcere il naso ai rappresentanti Disney. “L’incontro con Visconti – afferma – si è svolto in fase di manovra Finanziaria e mi sono dovuta alzare, chiedendo scusa mille volte, perché dovevo raggiungere il presidente all’Ars. Ma non credo che questo possa aver condizionato gli imprenditori. C’è qualcosa di distorto nel ragionamento secondo cui sarei stata io a far scappare la Disney dalla Sicilia. Ho quasi l’impressione che qualcuno abbia l’interesse a screditare la mia figura. Non credo di aver mai indispettito nessuno nell’esercizio del mio lavoro e, nel caso specifico, ho fatto una riunione in cui non ho voluto essere sola proprio per rendere più fluida la comunicazione e favorire potenziali progetti”. Altro protagonista della vicenda è Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese (impegnato nel prossimo ballottaggio per una possibile riconferma contro Agostino Moscato) additato dal M5s, per fini evidentemente elettorali, come uno dei responsabili della fuga della Disney dalla Sicilia. “I rappresentanti Disney – ricorda – ci hanno spiegato che stavano facendo un giro esplorativo finalizzato a individuare eventuali iniziative di spettacolo e delle campagne di comunicazione mirate a promuovere il loro marchio. Da qui a parlare di un interesse specifico per la riconversione del sito industriale di Termini Imerese ce ne passa. A ogni modo, qualche giorno dopo l’incontro ho mandato una mail dettagliata a Visconti fornendo gli elementi utili per ogni tipo di valutazione: planimetrie, Prg, misure a sostegno di eventuali iniziative, sgravi fiscali e quant’altro. Dopo qualche giorno mi hanno anche chiesto, su un eventuale investimento, quale sarebbe stata la quota a carico dell’Erario pubblico, ma in seguito mi è stato detto via mail che Disney non aveva in atto alcun programma di sviluppo nel Mediterraneo”. Burrafato interviene anche sul presunto sgarbo del segretario generale della Regione. “Non posso dire quanti minuti sia stata al tavolo la dottoressa Monterosso, ma alla riunione erano presenti anche altri dirigenti come il vice capo della segreteria e il vice capo di gabinetto del presidente. Non credo che l’atteggiamento avuto dai funzionari possa essere stato determinante nello scoraggiare potenziali investimenti”. Sulla vicenda abbiamo anche cercato di avere una posizione ufficiale da parte della Walt Disney Company, ma per il momento dalla sede di Milano non è arrivato nessun commento a quanto detto in questi giorni in Sicilia.
Al di la delle varie ricostruzioni, il dato finale è uno: la Disney sembra aver rivolto il proprio sguardo altrove, anche se resta qualche piccola speranza per riprendere il dialogo e dar vita a eventuali collaborazioni con la Regione. “Prendo atto – afferma Massimo Cataldo – della manifestazione di disponibilità oggi rappresentata dagli Uffici di Palazzo D’Orleans e resto in attesa di ricevere quella telefonata, finora mai ricevuta, per tentare di riattivare un’iniziativa potenzialmente ancora possibile”. “Credo – interviene il segretario generale Monterosso – che in questo caso sia controproducente farsi rallentare da inutili formalismi e pertanto ho provveduto proprio in questi giorni a scrivere al presidente della Walt Disney Company per capire se ci sia ancora l’interesse a sviluppare qualcosa in Sicilia”. Peccato che per ricontattare la Disney si sia atteso più di un anno (per l’esattezza un anno e tre mesi) e il sollevarsi di questo gran polverone. La speranza di tutti quelli che vogliono bene a quest’Isola è che non sia troppo tardi.

Da area sconosciuta ai più a capitale turistica europea

In pochi, fino a trent’anni fa, conoscevano Marne-la-Vallée, area lontana circa trenta chilometri a Est da Parigi. Oggi, quel luogo fino ad allora sconosciuto è diventato la principale destinazione turistica europea, con 15 milioni di visitatori nel 2013 e 250 milioni di turisti arrivati nel giro di 21 anni. Tutto questo grazie a Disneyland Paris (nato nel 1992 come Euro Disney, primo – e finora unico – parco dei divertimenti della multinazionale Usa in Europa), che fin dalla sua costruzione ha veicolato in quell’angolo sperduto della Francia enormi investimenti e gigantesche opportunità occupazionali.
Tutto ciò, però, non è arrivato dal cielo. Per convincere il colosso Usa a scegliere Marne-la-Vallée come sede per il proprio parco a tema ci sono voluti mesi di serrata negoziazione, con il governo transalpino capace di sbaragliare la concorrenza (Paesi come l’Italia, ma soprattutto la Spagna) mettendo sul piatto benefici molto vantaggiosi come Iva ridotta, terreni venduti a prezzi stracciati, potenziamento della rete dei trasporti e altro ancora.
Ma il modello da seguire è quello statunitense, e in particolare di Orlando, in Florida. Poche settimane fa la cittadina sulla costa Ovest degli Usa ha festeggiato i 59 milioni di visitatori, stabilendo il record di tutti i tempi per le destinazioni americane. Il risultato raggiunto rappresenta un incremento del 3% rispetto al record precedente del 2012.
Il tutto, neanche a dirlo, grazie ai parchi a tema – sia meccanici che acquatici – presenti in zona: dal colossale Walt Disney World agli Universal Studios, passando per Legoland o Seaworld. Insieme alle strutture d’intrattenimento per famiglie, in costante espansione, crescono anche le opportunità per il settore alberghiero e quelle per i trasporti (basti pensare che entro il 2017 sono previsti notevoli investimenti ed espansioni per l’aeroporto internazionale di Orlando).
E pensare che c’è ancora chi pensa che i parchi a tema siano soltanto roba per bambini.

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