Empatia come linguaggio condiviso: l’arte degli studenti del Liceo Ugdulena in mostra a Termini Imerese

di Giacinto Barbera

Sabato 24 gennaio 2026 il centro espositivo Officina d’Arte di via Mazzini, a Termini Imerese, ha aperto le sue porte al pubblico per un evento che ha superato la dimensione della semplice esposizione.

“Empatia” è il titolo della mostra inaugurata dagli studenti del Liceo Artistico G. Ugdulena, un progetto che unisce didattica e cultura, trasformando l’arte in un vero e proprio linguaggio comune e in uno spazio di riflessione sul valore dell’ascolto, della comprensione e della partecipazione emotiva.

Alla mostra hanno partecipato gli studenti Irene Baldo, Marzia Calderone, Serena Ciaramitaro, Jennifer Costa, Luca Gambino, Evelyn Elisa Giunta, Giorgia Marfisi, Maria Karol Mercurio, Federico Moncada, Salvatore Monreale, Eduardo Luca Mogavero, Federica Quagliana, Paola Settembre e Lavinia Virga.

Gli allievi delle discipline pittoriche sono stati guidati dalla prof.ssa Valentina Cannone, mentre quelli delle discipline scultoreo-plastiche hanno seguito il prof. Giuseppe Rinella.

Tra i docenti presenti e partecipanti con propri lavori e progetti vi sono Rosa Argento e Valentina Cannone, con opere pittoriche; Vincenzo D’Avino e Giuseppe Coppolino, con opere plastiche; Giacinto Barbera, affiancato da Marcella Moavero e Alessio Barbera, per l’architettura; e Giuseppina Langela, per la fotografia.

La mostra ha rappresentato così un’occasione preziosa per valorizzare sia il talento dei giovani artisti, sia la creatività e la professionalità dei docenti. La serata inaugurale ha registrato una partecipazione numerosa, a testimonianza dell’interesse genuino della comunità.

Presenti all’evento la dirigente scolastica Patrizia Graziano, la prof.ssa Valentina Cannone, docente di discipline pittoriche e coordinatrice della mostra, la prof.ssa di Storia dell’Arte Marcella Moavero e, per Officina d’Arte, il presidente Alberto Amodeo.

Nel suo intervento introduttivo, la prof.ssa Cannone ha innanzitutto ringraziato tutti i presenti e il gruppo dei membri di Officina d’Arte, che ha generosamente ospitato la mostra. Ha quindi illustrato le ragioni della scelta del tema, sottolineando come l’empatia rappresenti oggi una competenza fondamentale, non solo sul piano umano, ma anche su quello educativo e sociale.

Le opere degli studenti affrontano il tema da molteplici prospettive (dalle relazioni alla vulnerabilità, dall’introspezione al dialogo emotivo), costruendo una narrazione corale in cui ogni lavoro dialoga con gli altri. In questo intreccio di sguardi e sensibilità l’arte si trasforma in un ponte tra individui e comunità, coinvolgendo lo spettatore non solo visivamente, ma anche emotivamente.

Particolarmente toccante è stato il momento in cui gli studenti hanno presentato personalmente le proprie opere. Uno ad uno, i ragazzi hanno raccontato il senso del loro lavoro, condividendo emozioni, intenzioni e percorsi creativi. Un gesto semplice, ma dal grande valore simbolico, che ha trasformato “Empatia” da titolo della mostra a esercizio concreto di relazione e consapevolezza, dando voce alle nuove generazioni e aprendo spazi di dialogo autentico attraverso il linguaggio artistico.

La dirigente scolastica Patrizia Graziano ha poi evidenziato le potenzialità formative e culturali del Liceo Artistico sul territorio, sottolineando l’importanza di docenti che siano anche artisti e professionisti attivi. Tali figure, ha spiegato, trasmettono agli studenti non solo competenze tecniche, ma anche esperienza, passione e visione critica. La dirigente ha infine elogiato i giovani allievi per la sensibilità e la maturità dimostrate, sottolineando come l’arte possa trasformare emozioni personali in opere capaci di dialogare con il pubblico, confermando il ruolo dell’espressione artistica come strumento di crescita e condivisione.

Il presidente di Officina d’Arte, Alberto Amodeo, ha ribadito l’impegno del centro nell’aprire la città alla cultura, ricordando il valore dell’arte come veicolo di dialogo, partecipazione e crescita collettiva. Amodeo ha messo in luce come l’arte favorisca la libertà di pensiero, il confronto e la pluralità delle idee, contrastando ogni forma di omologazione.

A chiudere la giornata, la prof.ssa Marcella Moavero che ha iniziato una riflessione sull’etimologia della parola ‘empatia’ e sul suo significato profondo nelle relazioni umane e nel linguaggio artistico. Analizzando le opere esposte, ha messo in luce le qualità espressive e concettuali di ciascuno studente e l’apporto dei docenti, che hanno scelto di dialogare con gli allievi creando un confronto formativo e artistico capace di arricchire l’esperienza della mostra.

La manifestazione si è conclusa con la consegna degli attestati di partecipazione a tutti gli studenti da parte del presidente di Officina d’Arte, convalidando un progetto che ha dimostrato come la scuola, quando dialoga con il territorio e con l’arte, possa diventare un luogo vivo di crescita, confronto e condivisione autentica. La mostra resterà aperta fino al 1° febbraio 2026.

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