Down, così diventano autonomi

Si chiama “Autonomamente grandi” ed è il progetto nazionale per l’inserimento di giovani down che vede Foggia in prima linea.
Il percorso sperimentale, curato dall’Aipd (associazione italiana persone down), interesserà nei prossimi mesi 6 località (Macerata, Foggia, Termini Imerese, Catanzaro, Matera e Avellino) e punterà anche sulla formazione degli operatori all’uso di metodologie che riescano a favorire l’inserimento sociale e lavorativo di giovani portatori della sindrome.
Il progetto coinvolgerà 36 giovani con sindrome di Down tra i 15 e i 25 anni: 6 saranno foggiani. Nell’intervento anche 12 operatori locali, che diventeranno protagonisti, insieme ai ragazzi, di due settimane intensive di attività per ciascuno dei territori, sotto la supervisione e la presenza di un formatore inviato dalla sede nazionale. Il progetto non sarà soltanto formazione: le settimane prevedono sette giorni di incontri in loco e sette in una località marina, intervallati da incontri curati dagli operatori locali che per tutto l’anno saranno seguiti da un’équipe specializzata.
Il progetto del ministero della Salute e delle Politiche sociali punta all’inserimento a tutto tondo dei giovani down: saranno sviluppate le abilità dei ragazzi sia rispetto all’esterno (comunicazione con gli sconosciuti, comportamento in strada, orientamento, uso del denaro, uso dei servizi), sia nell’ambiente domestico e famigliare (preparazione pasti, pulizie).
«Con questo progetto – dice Stefano Rinaldi, responsabile dell’Aipd di Foggia – puntiamo, come in tutte le nostre attività, a dare visibilità alle persone down. E’ chiaro che trattandosi di giovani speriamo molto nella sensibilità delle aziende e in qualche inserimento lavorativo, favorito dall’affiancamento di un tutor come già avviene in altre città».
Il progetto “Autonomamente grandi” non farà a meno delle nuove tecnologie: saranno infatti sperimentate anche tecnologie di localizzazione Gps per offrire un ulteriore supporto all’autonomia dei ragazzi. Verranno coinvolte anche le famiglie, con le quali sarà condotto un lavoro di riflessione e di consulenza, con colloqui individuali e riunioni di gruppo per accompagnarle in questo momento particolare che stanno vivendo i loro figli. «A Foggia – specifica Rinaldi – sono già quattro i ragazzi selezionati, quindi ci sono ancora almeno un paio di possibilità».
Nata a Roma nel 1979, l’Aipd è diventata punto di riferimento per le famiglie e per gli operatori sociali, sanitari e scolastici, sulle problematiche riguardanti la sindrome di Down.
Lo scopo dell’associazione è tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, favorirne il pieno sviluppo fisico e mentale, contribuire al loro inserimento scolastico e sociale a tutti i livelli, sensibilizzare sulle loro reali capacità divulgare le conoscenze sulla sindrome. L’associazione ha 43 sezioni diffuse su tutto il territorio nazionale ed è composta prevalentemente da genitori e da persone con questa sindrome.
A Foggia e in provincia, riferisce l’Aipd provinciale, sono migliaia le persone portatrici della sindrome.

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