Il tasso di disoccupazione a febbraio passa dal 10,5% al 10,7% con una crescita di 0,1 punti percentuali. Lo rileva l’Istat. L’Italia registra a febbraio il secondo tasso più alto di disoccupazione giovanile fra gli Stati membri con un 32,8%, secondo solo a Grecia (39,5% a dicembre 2018).
Segue la Spagna con un 32,4%. Lo riferisce Eurostat. I tassi più deboli osservati in Germania (5,6%) e nella Repubblica Ceca (6,0%).
In Italia a febbraio 2019 la stima degli occupati è in lieve calo rispetto a gennaio (-0,1%, pari a -14 mila unità); anche il tasso di occupazione scende di poco al 58,6% (-0,1 punti percentuali).
L’andamento degli occupati è determinato dalla diminuzione dei dipendenti (-44mila), sia permanenti (-33 mila) sia a termine (-11 mila), mentre nell’ultimo mese risultano in aumento gli indipendenti (+30 mila).
Il calo dell’occupazione è concentrato nella classe di età centrale dei 35-49enni (-74 mila), mentre si conferma il segno positivo per gli ultracinquantenni (+51 mila).
A febbraio le persone in cerca di occupazione aumentano dell’1,2% (+34 mila). La crescita riguarda entrambi i generi e si concentra tra le persone oltre i 35 anni. Il tasso di disoccupazione passa dal 10,5% al 10,7% con una crescita di 0,1 punti percentuali.
Il tasso di inattività resta stabile per il quarto mese consecutivo, attestandosi a febbraio al 34,3%, rileva sempre l’Istat, spiegando che dietro alla percentuale però qualcosa si muove: il numero degli inattivi, ovvero di coloro che non hanno un’occupazione né la cercano, scende di 14 mila unità, per effetto della diminuzione registrata per le donne (-20 mila unità).
Il calo inoltre si concentra sulle classi di età che vanno dai 25 ai 34 (-16 mila) e tra gli over50 (-29mila). Quindi a febbraio, guardando più alle ‘teste’ che alle percentuali, alla lieve diminuzione degli occupati ha corrisposto un aumento della disoccupazione con una contemporanea discesa degli inattivi.
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