Cianciolo (Forza Italia): “rispetto e correttezza, viatico imprescindibile per il dibattito cittadino”

Comunicato Stampa

Di fronte a quanto accaduto in Città non bastano le mezze parole né i silenzi tattici.

L’episodio che vede coinvolto un consigliere comunale – accusato di aver prima minacciato e poi, indirettamente, innescato un’aggressione fisica ai danni di un cittadino – segna un punto di non ritorno nella già fragile dialettica politica locale.

Se le ricostruzioni saranno confermate dagli inquirenti, ci troveremmo di fronte a un fatto di gravità inaudita: un rappresentante delle istituzioni che non si limita a intimidire verbalmente, ma che trasforma la minaccia in violenza.

Un comportamento incompatibile con qualunque incarico pubblico e con i valori fondamentali della democrazia.

Come portavoce di Forza Italia, esprimo una condanna netta: la violenza non è mai una forma di confronto politico, ma ne rappresenta il suo fallimento.

Non siamo davanti a un semplice episodio di cronaca. Siamo davanti a un segnale allarmante che investe direttamente il rapporto tra cittadini e istituzioni.

Colpire un uomo per le sue opinioni significa colpire la libertà di tutti. Significa affermare che il dissenso non si discute, ma si reprime.

È una logica che non può e non deve trovare spazio in una comunità che si definisce democratica.

A pochi mesi dalle elezioni amministrative, la città assiste al passaggio dalle parole ai fatti, dalla polemica alla violenza fisica.

Questo è il vero spartiacque. Ed è su questo spartiacque che la politica è chiamata a scegliere: stare dalla parte della legalità e del rispetto oppure rifugiarsi nell’omertà e nella convenienza..

La magistratura farà il suo corso e al cittadino aggredito va l’augurio di potersi lasciare alle spalle al più presto questo grave episodio.

Forza Italia ritiene che chiunque utilizzi il proprio ruolo per intimidire cittadini o avversari politici debba essere collocato fuori dal perimetro delle istituzioni.

Non per vendetta politica, ma per tutelare la credibilità della democrazia. Termini Imerese non può diventare una città in cui si ha paura di parlare, di scrivere, di dissentire.

Non può essere considerato normale che un cittadino finisca in ospedale per aver espresso un’opinione. Non può essere tollerato che la minaccia diventi strumento di governo.

Rispetto e correttezza non sono formule retoriche: sono il presupposto indispensabile per un dibattito pubblico degno di questo nome. Senza di esse resta soltanto la legge del più forte. E quella non è politica, ma una pericolosa regressione civile.

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