Buttà: Sul tavolo del Commissario Straordinario la richiesta di un Tavolo Permanente sulle Povertà

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A seguito di un confronto fra il Commissario Straordinario del Comune di Termini Imerese ed il Coordinamento delle OpT Fead (Fondo europeo di aiuti agli indigenti – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), avvenuto la scorsa settimana in occasione della visita alla città dell’Ammiraglio Isidori (vedi foto), si è reso finalmente possibile porre all’attenzione del Comune la situazione del territorio imerense, su cui insiste una comunità fortemente gravata da una povertà che si declina al plurale (dalla povertà alimentare alla povertà sanitaria e ancor più fortemente educativa) e che necessita fin da subito di una azione sistematica, condivisa ed integrata.

Il Commissario ha accordato la richiesta di un incontro con il Dirigente del 2° settore dott. Maurizio Scimeca e del Responsabile dei Servizi Sociali dott. Fabio Malatia. A tema, la costituzione un Osservatorio Permanente sulle Povertà che includa il Centro per l’Impiego, i Sindacati, il mondo della Scuola, le Forze dell’Ordine, il Distretto Socio Sanitario, e altre realtà del Terzo Settore, e che abbia ad oggetto specifico di lavoro la conoscenza competente, sistematica e aggiornata delle condizioni delle persone fragili, delle cause e delle dinamiche di sviluppo dei loro problemi; delle risorse disponibili per l’accoglienza delle loro fragilità, soprattutto in termini di servizi che non si riducano a un mero assistenzialismo; del quadro legislativo e normativo (ai diversi livelli) che le riguardano, direttamente o indirettamente, per permettere al Coordinamento di intervenire anche sul piano dell’advocacy.

Nei mesi di lockdown gli enti hanno registrato un ingrossamento vertiginoso della sacca di povertà assoluta, dalle famiglie dei lavoratori che il focus di Censis e Confocooperative definisce “acrobati della povertà”, cioè quelli che “hanno sempre guadagnato il minimo per sbarcare il lunario”, a quelle dei tanti lavoratori irregolari, che sono 1,5 milioni in Italia ma di cui il 44,2% risiede al Sud. In particolare, all’attenzione del Commissario è stato sottoposto il racconto dell’esperienza non solo dei mesi di lockdown ma degli ultimi anni, da cui è emerso con chiarezza che accanto a queste famiglie che a stento arrivano a fine mese (circa 800 quelle censite presso gli enti Fead) e che vanno ad innestarsi in una problematicità che ha diffusione sul territorio nazionale, specificità del territorio imerense è la crescita del numero di famiglie che non hanno più gli strumenti per una partecipazione minima alla vita sociale.

Per l’esperienza dell’ultimo decennio, possiamo affermare che se si persiste con protervia nella ricerca di soluzioni al problema escludendo a priori la bontà dell’attivazione di una rete di protezione sociale, ciò che ci attende è un ulteriore impoverimento del tessuto socio culturale, sul quale difficilmente si potranno innestare, nonostante tutti i buoni propositi del momento, processi di sviluppo e di benessere di comunità, poiché tali processi si rivelano sempre più di natura generativa, e quindi relazionale-culturale e non organizzativa in senso stretto. In caso contrario, una politica sociale basata sull’ assistenzialismo, l’illusione di costruire un “governo etico” foriero di pace e ordine, favoriranno il permanere nel bisogno, la frammentazione sociale e l’allontanarsi sempre più della comunità da se stessa. La comunità sorge innanzitutto da azioni di cura reciproche che mirano allo ristabilirsi della libertà e della dignità della persona, e non da uno Stato etico; azioni di cura attraverso le quali è possibile ricostruire una comunità inclusiva e solidale, in cui l’ordine e la sicurezza, più propriamente sarebbe da avocarsi il senso di appartenenza e l’amore per la casa comune, saranno esito e origine di un processo circolare generativo di comunità. Cioè a dire: se diremo ad un uomo che è degno di cura, quell’uomo potrà prendere coscienza di essere più di “qualcuno a cui riempire la pancia”, e potrà liberamente desiderare di vivere secondo la statura di persona, dunque secondo le esigenze di giustizia, bellezza, bontà che gli sono proprie. Diceva Martin Luther King: “fino a che tutti non sono liberi, nessuno è libero”; faremmo bene a rammentarcene.

Per intanto ringraziamo il Commissario presso il quale, dopo tante e infruttuose interlocuzioni con alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, le nostre istanze hanno trovato accoglienza. Rimaniamo in speranzosa attesa di un confronto serio e appassionato con tutti quelli che sono disponibili ad un processo di vero e radicale cambiamento, nella certezza che ci si possa ritrovare uniti nell’impegno per la persona, poiché solo la persona è ben più degna di tutti gli interessi personali di ciascuno.

Coordinamento OpT Fead Termini Imerese
Il Referente Maria Concetta Buttà

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