Brutale aggressione al carcere Pagliarelli: Assistente ferito gravemente con una lama artigianale.

Comunicato Stampa

Ancora violenza nelle carceri siciliane. Una giornata drammatica per la Polizia Penitenziaria quella di ieri, segnata da due gravi episodi che hanno coinvolto il personale in servizio presso le case circondariali di Enna e Palermo.

Il fatto più allarmante si è verificato presso l’istituto penitenziario Pagliarelli di Palermo, dove un agente è rimasto gravemente ferito durante un intervento per mettere in sicurezza un ristretto.

Secondo quanto riferito, un detenuto di origine nordafricana, dopo aver devastato la cella, ha opposto una violenta resistenza al trasferimento verso il reparto isolamento, al fine di evitare che potesse determinare ulteriori danni per sé ed altri.

Non ancora sottoposto al controllo, ha estratto una lama rudimentale ricavata da una bomboletta di gas e nascosta negli indumenti intimi, colpendo un Assistente intervenuto per contenere lo stato di agitazione. Il collega ha riportato una profonda ferita alla mano: trasportato d’urgenza in ospedale, è stato sottoposto a un intervento chirurgico ricostruttivo a causa del danneggiamento di tendini e tessuti.

L’aggressione, che segue di poche ore un episodio analogo verificatosi presso il carcere di Enna, conferma la preoccupante escalation di tensione e rischio in cui versa il personale penitenziario in Sicilia e, più in generale, su tutto il territorio nazionale.

La cronica carenza di organico, unita a turni massacranti e condizioni operative sempre più gravose, rende evidente la complessa realtà quotidiana vissuta da chi presta servizio all’interno degli istituti penitenziari, spesso in assenza del necessario supporto e riconoscimento.

D’Antoni, vicepresidente dell’USPP (Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria), ha espresso piena solidarietà ai colleghi feriti e ha lanciato un appello accorato alle istituzioni per le difficili condizioni di lavoro cui è costretto a sopportare ormai da tempo: “Il nostro sistema penitenziario è ormai inadeguato. Occorrono interventi strutturali immediati, che prevedano circuiti penitenziari differenziati per i detenuti particolarmente pericolosi e refrattari al trattamento rieducativo, oltre adeguamenti strutturali e risorse, oltre personale sanitario specializzato per il trattamento in carcere di persone affette da disagio psichiatrico. È impensabile continuare a esporre il personale a simili rischi quotidiani senza strumenti, risorse e tutele adeguate.

L’USPP evidenzia che le criticità riscontrate presso la Casa Circondariale Pagliarelli sono espressione di un problema strutturale che investe l’intero sistema penitenziario nazionale, coinvolgendo indistintamente detenuti italiani e stranieri. In tale quadro, l’USPP sollecita un rafforzamento complessivo delle misure detentive e dei programmi di reinserimento, affinché sicurezza, legalità e finalità rieducativa siano garantite senza distinzione alcuna. Contestualmente, si ritiene necessario – nel rispetto della normativa vigente – prevedere strumenti che consentano l’allontanamento dal territorio nazionale dei detenuti stranieri autori di reiterate condotte violente o sistematicamente oppositivi al rispetto delle regole, a tutela del buon funzionamento degli istituti e dell’incolumità del personale operante.

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