Bellolampo si ferma: a rischio l’intero ciclo dei rifiuti in Sicilia

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Adesso il caos di Bellolampo rischia di travolgere l’intera Sicilia. Perché i tecnici della Regione, giunti in sopralluogo nella discarica palermitana, hanno constatato un fatto che non avevano messo in conto: l’impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti, il macchinario nel quale deve transitare l’immondizia prima di essere depositata in discarica, si è fermato. Un problema non da poco: l’intero sistema Sicilia, al momento, è in condizione di trattare 3.600 tonnellate di rifiuti e ne produce 3.500. “Senza Bellolampo – tagliano corto dalla Regione – la soluzione non esiste”. Serve solo a prendere tempo, dunque, il piano predisposto ieri da Comune di Palermo e Rap, l’azienda che nel capoluogo si occupa della gestione dell’immondizia: già stamattina stanno partendo i camion con circa 400 tonnellate di immondizia dirette ad Alcamo, Trapani, Enna e Lentini, ma il resto – altri 450.000 chili al giorno – non può essere smaltito senza essere stato trattato. “L’impianto – ribatte però il presidente di Rap Giuseppe Norata – è stato fermo solo per un problema tecnico e solo per 2 ore e 40 minuti. I problemi di manutenzione straordinaria ci sono ma saranno affrontati dopo che sarà superata questa fase critica”.

Proprio da intoppi come questo potrebbe derivare lo stallo. Secondo la versione – informale – della Regione, i rifiuti rispediti al mittente la settimana scorsa dalla discarica di Motta Sant’Anastasia non potevano essere stati trattati adeguatamente: le comunicazioni ufficiali parlano di una percentuale eccessiva di rifiuti umidi, ma chi ha materialmente visto il contenuto dei cinque tir controllati a campione dall’Arpa e dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri parla di sacchetti interi, tanto che nell’unica nota formale diramata dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente sull’argomento si parla di “rifiuti che non risultavano conformi visivamente”. A colpo d’occhio, non dopo un’analisi chimica: impossibile che un sacchetto di immondizia sopravviva intero al passaggio in una macchina che trita e setaccia la spazzatura.

Adesso, dunque, la salvezza passa da un impianto di Tmb mobile. Rap lo ha già ordinato, ma perché entri in funzione bisogna raggiungere un accordo fra Comune e Arpa: proprio questo passaggio blocca l’ordinanza comunale già pronta da dieci giorni che consentirebbe alla Rap di utilizzare i rifiuti biostabilizzati misti al 50 per cento con terra e inerti per il rimodellamento finale della sesta vasca esaurita, l’utilizzo dell’area di stoccaggio degli inerti per i rifiuti già trattati e, appunto, l’uso per sei mesi un impianto mobile di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti nell’area di Bellolampo già in passato utilizzata da Ecoambiente. L’Arpa ha dato due pareri negativi, con il più rilevante dei quali si chiede infatti che sull’impianto mobile e sull’area di lavorazione a ridosso sia realizzata una copertura: una struttura per realizzare la quale servono soldi e tempo e sulla quale si cerca dunque una mediazione. Se ne parlerà nella riunione convocata per questo pomeriggio, e che almeno nelle speranze del Comune dovrebbe portare al via libera all’ordinanza. Ma dalle sorti di Bellolampo, adesso, dipendono quelle dell’intero sistema siciliano dell’immondizia.

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