Bancarotta Blutec, Ginatta è libero dopo otto mesi

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Roberto Ginatta è libero. Dopo otto mesi di detenzione, parte in carcere parte ai domiciliari per effetto di misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sulla bancarotta di Blutec, il Tribunale di Torino ha disposto la scarcerazione in virtù dell’età dell’imputato, della sua incensuratezza, di un lungo periodo in assenza di violazioni del regime cautelare, e dellla cessazione delle esigenze cautelari connesse ai ruoli di direzione dall’imputato nelle società implicate nei fatti della causa.

L’avvocato Michele Briamonte dello Studio Grande Stevens che difende Ginatta assieme a Nicola Menardo dichiara: “Siamo lieti della decisione del Tribunale che pone il dottore Roberto Ginatta in condizione di difendersi in libertà nel processo dalle accuse che gli sono mosse e che avremo modo di confutare”.

L’ex patron di Blutec è accusato di aver distratto 16 milioni di euro di fondi di Invitalia per il rilancio di Termini Imerese. L’inchiesta è passata dalla Sicilia dove era partita a Torino, per competenza poiché la sede legale della società si trova in provincia di Torino. I pm che coordinano l’inchiesta, Laura Longo e Francesco Pelosi, hanno dato parere favorevole alla scarcerazione il 19 febbraio.

Il provvedimento arriva due giorni prima dell’apertura del processo dopo un braccio di ferro durissimo tra accusa e difesa che ha impugnato tutti i provvedimenti in ogni sede possibile in questi mesi. Restano sotto sequestro i beni di Roberto Ginatta, una villa a Sestriere e una nel parco della Mandria dove però può continuare ad abitare.

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