All’Ars un odg del Pd che impegna il governo regionale ad avviare un nuovo Accordo di programma quadro per la riqualificazione produttiva sostenibile della zona industriale di Termini Imerese

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Nel corso della seduta dell’Ars dell’8 ottobre il gruppo parlamentare del Partito Democratico (primi firmatari G. Lupo e A. Cracolici) ha presentato un ordine del giorno, accettato dal governo regionale, sulla crisi dell’Area industriale di Termini Imerese e sul sostanziale fallimento di quel poco che finora è stato messo in campo. L’ordine del giorno, dopo avere illustrato i vari punti di crisi, primo fra tutti la drammatica situazione degli operai della Blutec da mesi privi anche della Cassa integrazione, ha rilevato come il comprensorio di Termini Imerese è da considerarsi uno dei luoghi chiave per lo sviluppo della intera Regione, a condizione che le sue potenzialità vengano investite in una opzione strategica di sviluppo produttivo sostenibile, che faccia perno sulle risorse del territorio, sulla ricerca e sulla innovazione tecnologica.

Per questi motivi l’Assemblea Regionale ha impegnato il governo della Regione:

• ad avviare, ai sensi di quanto previsto dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 31/1/2013 per le aree di crisi complessa come Termini Imerese, quanto necessario per arrivare alla formulazione di un nuovo Accordo di Programma Quadro per la riqualificazione produttiva dell’area, secondo le linee maturate sul territorio e suggerite dalle nuove strategie di politica industriale;

• a promuovere con immediatezza un confronto con i soggetti sociali e istituzionali del territorio per giungere alla formulazione di una proposta condivisa sul progetto di rigualificazione dell’area industriale di Termini Imerese e per lo sviluppo sostenibile del comprensorio;

• ad avvalersi di tutte le risorse disponibili presenti nell’ambito della Amministrazione Regionale e che possono essere messe a disposizione dalle Università e dai centri di ricerca presenti nell’isola con i quali va condotta una efficace interlocuzione ai fini della elaborazione di una moderna e innovativa proposta che non si fermi a considerare soltanto lo stabilimento ex Fiat, ma assuma tutti i fattori presenti sul territorio: dalla zona industriale al porto all’interporto.

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