Se il comuni non differenziano almeno il 30%, entro fine luglio contratto per trasportare la spazzatura all’estero pena il commissariamento

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L’aria è quella di una “guerra”, aperta ma non ancora esplosa, che non sarà indolore, né incruenta, per ambo le parti. È quella che si apprestano a combattere la Regione da una parte e i comuni dall’altra a proposito della gestione dei rifiuti, sempre più problematica centrale per il governo regionale, guidato da Nello Musumeci.

La scintilla è scattata dopo che la Regione ha emanato l’ordinanza “4rif-2018” del 7 giugno scorso, che intima ai comuni di stipulare entro fine luglio contratti con ditte specializzate per trasportare fuori dalla Sicilia i rifiuti in eccesso, pena il commissariamento.
“Non c’è stato alcun intervento della Regione sull’impiantistica – si era lamentato Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia – mentre i Comuni sono costretti a conferire i rifiuti a distanze eccessive e a costi esosi”. I sindaci contestano anche la mancata chiusura degli Ato: “I costi di tutto ciò non possono essere riversati semplicisticamente sulle amministrazioni locali”.
Ma vediamoli alcuni dettagli relativi alla nuova gestione dei rifiuti. L’ordinanza della quale abbiamo parlato attribuisce ai sindaci poteri di somma urgenza. I primi cittadini sono autorizzati a emettere ordinanze, con carattere “contingibile ed urgente”, per incrementare le percentuali di raccolta differenziata, per esempio variando le modalità di raccolta, passando a quella di tipo domiciliare porta a porta, dismettendo i cassonetti stradali e attivando i centri di raccolta comunali.
Entro il 30 giugno, tra l’altro, i comuni devono avviare la raccolta della frazione organica e degli imballaggi in carta e cartone presso i mercati all’ingrosso, mercati settimanali e tutte le utenze non domestiche.
Devono farsi carico della raccolta sfalci e potatura di verde pubblico e privato, individuazione apposita area comunale dedicata e divieto di smaltirli in discarica. Ai comuni tocca pure la raccolta di rifiuti ingombranti e pericolosi, con particolare riferimento ai rifiuti in legno e divieto di smaltirli in discarica.
Tra i compiti c’è pure quello di inasprire i controlli tramite i Corpi di Polizia Municipale e gli Ispettori Ambientali Volontari idoneamente formati.
L’ordinanza, inoltre, prevede la lotta all’abbandono e al deposito incontrollato di rifiuti sul suolo. Le società, i consorzi d’ambito e tutti i titolari di autorizzazioni di impianti di rifiuti dovranno inviare report riepilogativi elle risorse economiche previste nei relativi piani economici finanziari

Entro il 31 luglio, quindi, ai comuni toccheranno altre incombenze: per i rifiuti eccedenti, ad esempio, i comuni devono sottoscrivere un contratto per il trasporto di rifiuti all’estero o al di fuori del territorio della Regione, pena decadenza del sindaco, così come prevede la legge regionale 9 del 2010, all’articolo 14). La mancata stipula di tale contratto è considerata grave violazione e comporta l’avvio dell’intervento sostitutivo del Comune omissivo e l’attivazione delle procedure di decadenza degli Organi Comunali.
Quanto ai piani ARO, i comuni dovranno trasmetterne lo stato di attuazione, dichiarare lo stato di affidamento e di gestione del servizio di raccolta rifiuti per ogni zona.
Altra scadenza, infine, è quella del 1° ottobre. Scatta il divieto di rifiuti in discarica. I comuni non potranno conferire in discarica il 30% dei rifiuti indifferenziati prodotti. Questi rifiuti che non vanno a riciclo nelle piattaforme dedicate sono considerati eccedenti e pertanto dovranno essere inviati al di fuori del territorio regionale, applicando il contratto suddetto, sottoscritto entro il 31 luglio.

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