Prima la fiction AGRODOLCE adesso BLUTEC: ora come allora 20 milioni restituiti a Roma

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Una ricerca nei nostri archivi di TeleTermini ci fa pensare e non poco: il 13 novembre 2013 pubblichiamo un articolo dal titolo “Agrodolce”, la fiction degli sprechi. Roma si riprende 24 milioni di euro, nell’articolo si legge a chiare lettere che “…oltre al danno arriva ora anche la beffa: i 24 milioni di euro per la seconda e terza stagione mai andate in onda, stanziati con delibera Cipe dai fondi per le infrastrutture, sono tornati a Roma…”
In quell’occasione il referente era stata la Regione Sicilia guidata da Cuffato, si legge ancora nel nostro articolo di allora: “…L’avvocatura dello Stato aveva avvertito la Regione che i pagamenti delle fatture non erano regolari perché non c’erano le pezze d’appoggio in grado di documentare dettagliatamente le spese sostenute. Di queste irregolarità si è accorta anche Roma e la conseguenza è stata fatale: i 24 milioni impegnati sono tornati al Cipe. I soldi della fiction sono stati persi e alla Regione è rimasto ora il compito ingrato di colmare i “buchi” dell’intera operazione finanziaria…”

Oggi viviamo l’ennesimo incubo legato agli storici operai dell’ex FIAT, ormai ridotti di numero ma sempre tantissimi e se paragonati ad Agrodolce almeno il triplo, l’interlocutore cambia, non più un ente pubblico come per AGRODOLCE la Regione Sicilia, ma la BLUTEC e dall’incontro vertice di oggi sembra non portare buone notizie, in quanto INVITALIA resta irremovibile sulla richiesta di restituzione di 20 milioni di euro stavolta del MISE.

Ci chiediamo ancora una volta, e ancora fino a che non avremo risposte, come sia sfuggita ai controlli di INVITALIA negli scorsi tre anni, la rendicontazione semestrale o annuale da parte di BLUTEC, e ancora ci chiediamo come mai nessuno si è chiesto perchè BLUTEC non abbia rispettato le quote di assunzione previste in fase di contrattazione e ricezione dei fondi dal MISE.

Queste sono le domande che ci aspettiamo dal nuovo governo a INVITALIA, perchè questa corsa ai ripari dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa ci sembra troppo repentina e improvvisa oltretutto immediatamente a seguito del risultato elettorale.

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