Caos BluTec, era già pronto l’accordo con i cinesi: ecco il documento integrale dell’accordo

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Dal Corriere della Sera
di Fabrizio Massaro

A Termini Imerese stanno (o forse stavano) per arrivare davvero i cinesi. Lo stabilimento ex Fiat della cittadina siciliana da tre anni in mano al gruppo Metec di Roberto Ginatta — l’imprenditore torinese 72enne posto martedì 12 agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza di Palermo nell’ambito di un’inchiesta della procura di Termini Imerese per l’ipotesi di malversazione di 16,5 milioni di euro di fondi pubblici concessi da Invitalia — è l’oggetto di una bozza di protocollo d’intesa (memorandum of understanding, o MoU ) già firmato dai vertici della società Jiayuan, produttrice di auto.
Il documento, in procinto di essere siglato da Ginatta, dopo aver avuto l’ok del ministero dello Sviluppo economico, prevede di negoziare il passaggio dell’uso della fabbrica ai cinesi, che avrebbero prodotto 50 mila auto elettriche in tre anni destinate al mercato europeo, nonché un investimento da 50 milioni di euro congiunto di Blutec e Jiayuan o di altri investitori che sarebbero stati coinvolti nel rilancio dello stabilimento. La parte cinese aveva anche preparato tutto per riuscire a sottoscrivere il documento — che riportiamo integralmente sotto — durante la visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping a Roma il prossimo 21-22 marzo. Ora anche questa partita è in mano all’amministratore giudiziario, il commercialista palermitano Giuseppe Glorioso, nominato dal gip di Termini Imerese dopo il sequestro delle società disposto insieme con gli arresti e l’interdizione a ricoprire incarichi societari per Ginatta e l’amministratore delegato di BluTec, Cosimo Di Cursi.

La trattativa e la transazione con Invitalia
Le voci di un interesse cinese circolavano da tempo a Termini Imerese, anche se accolta con scetticismo dagli operai e dai sindacati, scottati da otto anni di promesse mancate circa il rilancio dello stabilimento. La stessa BluTec aveva in corso da un anno un braccio di ferro con Invitalia per la restituzione dei 16,5 milioni che non sarebbero stati investiti nel rilancio degli impianti, sui 21 milioni ottenuti come prima tranche del finanziamento agevolato di 95 milioni previsti dal «contratto di sviluppo». Tra l’agenzia di promozione degli investimenti del ministero dell’Economia e BluTec era stato raggiunto lo scorso giugno — come raccontano fonti legali — un accordo su una transazione che prevede la restituzione rateizzata dei 16,5 milioni e la contestuale concessione di nuovi finanziamenti per procedere negli investimenti. Ma da mesi — almeno dallo scorso ottobre — manca l’ok del ministero dello Sviluppo economico per la firma della transazione, secondoi solleciti inviati dall’azienda allo stesso Mise.

Le mosse degli arrestati
Dopo gli arresti di martedì, l’interrogatorio di garanzia di Ginatta è previsto per il 15 marzo a Termini Imerese ma l’imprenditore dovrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. L’altro destinatario dell’ordine di custodia cautelare ai domiciliari, Di Cursi, dovrebbe arrivare giovedì all’aeroporto di Torino Caselle dal Brasile e consegnarsi alle autorità.

La difesa: abbiamo investito più di quanto ottenuto dallo Stato
Ieri i legali di Blutec e di Ginatta, dello studio Grande Stevens, hanno rilasciato una nota per respingere «con forza» le accuse contro gli indagati. Roberto Ginatta, ricordano i legali torinesi, è alla quarta generazione di una famiglia di industriali. Il Gruppo Blutec, sempre secondo gli avvocati, paga circa 65 milioni di stipendi l’anno a più di 3 mila dipendenti. «Al momento dell’ingresso nel dicembre 2014, nella sola Termini Imerese il gruppo ha investito più di 37 milioni di euro, pagando stipendi per un ammontare complessivo di 17,5 milioni con mezzi propri e senza attingere ad alcuna risorsa pubblica — sostiene ancora lo studio Grande Stevens — confidando anzi nel supporto doveroso di capitale pubblico per il rilancio del sito secondo i termini e gli strumenti consentiti dalla legge e nell’interesse della collettività». Di conseguenza, «è molto arduo immaginare una preordinata macchinazione per sottrarre fondi pubblici nettamente inferiori ai costi già ad oggi sostenuti in proprio per la reindustrializzazione del sito e i relativi progetti occupazionali».

Le proteste dei lavoratori
Intanto a Termini Imerese i lavoratori sono sul piede di guerra: hanno occupato di nuovo la fabbrica siciliana per un’assemblea e si dichiarano pronti a manifestare a Roma davanti al Mise e a Torino davanti alla sede di Fca. Ed emergono particolari su come Ginatta gestiva lo stabilimento: il leader della Fiom siciliana, Roberto Mastrosimone, ha raccontato che «l’ex presidente Roberto Ginatta, in occasione del compleanno del figlio, ha fatto realizzare alle tute blu un modellino della Ferrari» come regalo. «È la dimostrazione di come la Blutec non abbia mai fatto sul serio e di come continuassero a giocare e a prendere in giro tutti sulla pelle dei lavoratori. Continueremo la nostra protesta fino a quando non forniranno una prospettiva concreta», ha dichiarato.

Qui di seguito il documento integrale

Nanjing Jiayuan Electric Vehicle Si Vessel Manufacture Co.,Ltd
And
Blutec S.p.A.
Memorandum of Understanding

The parties below wish to set out the terms in this preliminary memorandum of understanding (“MOU”) governing their relationship in the proposed project JIAYUAN Electric Vehicle European Production Base (‘MlAYUAN Base Project”) in Italy and the proposed related joint venture between the Parties:
Nanjing Jiayuan Electric Vehicle & Vessel Manufacture Co., Ltd, a limited liability company duly incorporated under the laws of the PRC, with its registered address at [] (“Jiayuan”);
Blutec s.r.l., a limited liability company duly incorporated under the laws of Italy, with its registered address it via leramo 22 65121, Pcscara, represented by Mr. Cosimo DI CURSl, in hi > capacity of Legal Representative (“Blutec*1) (collectively the “Panics”).

1.Proposed Transaction
1.1 Blutec intends to invite Jiayuan to establish and develop its electric vehicle European production base at Bhitcc’s Termini Imerese plant , which was the original Fiat production base in Italy (ihc “Site”), in order to design, develop and jointly produce its electric vehicles to be sold in Europe, pursuant to Article 2 herein below.
1.2 Blutec will offer the Site to Jiayuan without any renting fees. In consideration of that, Jiayuan will manufacture at least 50,000 electric vehicles within three years from the date that the faeilties in the Production Base is duly offered to Jiayuan.
1.3 Blutec will solicit the policy supports and financial supports from the Italian government.
1.4 The Parties will invest or will solicit investment institutions to invest at least 50 (fifty) million Euros to support the JIAYUAN Base Project.

2.Joint Venture
2.1 The Parties will also incorporate a joint venture to distribute the electric vehicles manufactured by the JIAYUAN Base Project.
2.2 The structure of the joint venture, the lights , the obligations and the
responsibilities of the Parties in ‘he joint venture shall be discussed and negotiated by the Parties in goot faith
2.3 Blutec will provide its marketing channels, sales channels and other resources of it to support the success of the JIAYUAN Base Project.

3. General Terms
3.1 Except for Article 3.3. and 3 A which are legally binding, this MOU is a draft for discussion purposes only. It does not represent a commitment of any nature from any of the parlies or any of their affiliated entities to enter into any contract with any of the persons referred to in this MOU. The terms and conditions of this MOU are non-binding statement of intention of the parties hereto and remain subject to execution of the official contracts on terms satisfactory to Jiayuan and Blutcc.
3.2 Notwithstanding the non-binding nature of the provisions of this MOU, each of the Parties undertakes to act in good faith and use their best efforts to finalize the negotiation and execution of the transaction documents based on the terms and conditions agreed in this
3.3 The Parties agree that they shall make no w ritten or other public disclosures regarding the JIAYUAN Base Project, the proposed joint venture and/or the MOU and its content to any individual or organization without the prior written consent of the other Parties, save to their respective advisors or as required by law or any regulator/ authority. The Parties agree to keep the terms of this MOU strictly confidential.
3.4 This MOU and the negotiations between the parties in connection with the JIAYUAN Base Project and/or the joint venture and all disputes or claims (including non-contractual disputes or claims) arising out of or in connection with them or their subject matter or formation shall be governed by and construed in accordance with the laws of Italy. The parties irrevocably agree that the court of Milan (Italy) shall have exclusive jurisdiction to settle any dispute or claim (including non-contniclual disputes or claims) arising out of or in connection with this MOU, the IIAYUAN Base Project and/or the joint venture or their subject matter oi formation.
3.5 This MOU may be executed in any number of counterparts, and by each Party on separate counterparts. Each counterpart is an original, but all counterparts shall together constitute one and the same instrument.

Agreed and accepted for and on behalf of:
Nanjing Jiayuan
Electric Vehicle & Vessel Maiuilajture C o., Ltd

Agreed and accepted for and on behalf of:
Blutec S.p.A.
Cosimo Di Cursi
Chief Executive Officer

February 28th 2019 Rivoli (Italy)

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