Blutec non paga le tasse. Il Comune di Termini in causa per due milioni

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La società Blutec, marchio nato nel 2014 all’interno del Gruppo Metec, per rilevare lo stabilimento ex Fiat, è debitrice nei confronti del Comune di Termini Imerese per oltre due milioni dieuro. L’azienda non ha ancora pagato Imu, Tari e Tasi. Nel dettaglio si tratta di un milione 600 mila euro di Imu e 550 mila euro di Tasi, entrambe per il biennio 2015-2016, e duemila euro di Tari per il 2016. L’anno scorso Termini ha incassato in tutto dall’Imu poco meno di due milioni e mezzo di euro. Se la Blutec avesse saldato il debito, avrebbe dato una grossa boccata d’ossigeno alle casse comunali. Durante diversi incontri, nei mesi scorsi, il Commissario Girolamo Di Fazio ha sollecitato alla società piemontese il pagamento delle somme. I vertici dell’azienda hanno chiesto di poter rateizzare l’importo dovuto. Di Fazio si è detto disponibile ma non ha avuto una risposta da parte dei vertici Blutec. Perciò nei prossimi giorni avvierà un’azione legale per la riscossione. Intanto nello stabilimento va avanti il conto alla rovescia verso l’avvio della produzione. Il 2 maggio altri trenta operai sono rientrati in fabbrica e saranno impegnati in quattro ore di lavoro e quattro di corso. Si sono aggiunti ai 90 rientrati nei mesi scorsi. «E’ un fatto importante l’ingresso nello stabilimento di 120 lavoratori Blutec su 696 dipendenti totali – dice Roberto Mastrosimone, leader della della Fiom-Cgil – Si deve rilanciare subito l’attività industriale». «Da questo mese si aspetta l’arrivo dei macchinari ordinati da Blutec a fine 2016», ricorda Giovanni Scavuzzo Battaglia della Fim-Cisl. E Vincenzo Comella della Uilm, incalza: «Pur volendo riconoscere la bontà del progetto, ritengo che non ci siano tutti gli elementi per sciogliere le riserve e poter dare totale fiducia al progetto». Il 30 marzo è stato firmato anche un verbale di accordo tra Blutec, rappresentata dall’amministratore delegato Cosimo Di Cursi e le organizzazioni sindacali. L’accordo prevede la proroga della cassaintegrazione per due anni, fino al 24 settembre 2019. Riguarderà 610 lavoratori, di regola con sospensione dal lavoro a zero ore settimanali.
Mario Catalano (La Repubblica – Palermo)

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